“Non solo solidarietà ai lavoratori dell’indotto Enel, ma prospettive”

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CIVITAVECCHIA – Questo è quanto serve ai lavoratori e ad un’intera comunità che si è vista progressivamente sottrarre ogni fonte di lavoro, mentre continuava (e continua) a pagare prezzi altissimi in termini di salute e salvaguardia ambientale.
L’avvicinarsi dell’ipotesi di riconversione di Torre Valdaliga Nord ha messo in moto un meccanismo del tutto unilaterale da parte del colosso energetico, concentrato esclusivamente sul proprio interesse privato.
D’altra parte ENEL non ha mai avuto timori, in questo territorio, di venire osteggiata nelle proprie decisioni e tutto procede secondo copione.
Così fu per la riconversione a carbone, come ampiamente prevedibile, che oltre a compromettere gravemente la qualità ambientale ha prodotto un bacino di lavoro sempre più ridotto in termini sia numerici che di qualificazione; così è oggi per la prevista conversione della riconversione, cioè l’uscita dal carbone, dove se la cantano e se la suonano secondo progetti probabilmente già preparati nelle segrete stanze.
La definizione di un piano di emergenza per ammortizzare le perdite, riuscendo a strappare un po’ di lavoro per dare respiro a un comparto allo stremo, è una rivendicazione su cui tutti dobbiamo fare fronte comune.
Ma non basta.
Abbiamo già assistito al film della “magnifica” progettualità portuale, quella che ha regalato le banchine ai grandi privati, cancellando un indotto di eccellente manodopera, per trasformare il porto in un grande parcheggio: un bacino di lavoro mai più recuperato.
La sfida non più rimandabile deve perciò essere quella di costringere ENEL (e non solo ENEL, ma tutti i grandi gruppi che insistono sul territorio) a ridisegnare i propri progetti in funzione di una generale riqualificazione ambientale e di un piano di investimenti che restituisca una prospettiva di sviluppo alla comunità intera: un piano sulla cui definizione la comunità cittadina deve trovare pieno coinvolgimento e rappresentanza.
Una piattaforma su cui come territorio siamo chiamati a recuperare lo smarrito senso di solidarietà, per una generale mobilitazione di tutte le categorie in un’unica grande vertenza cittadina.
Perché ci troviamo di fronte ad un drammatico salto di qualità rispetto al vergognoso ricatto Salute-Lavoro finora propinato, dove le garanzie sono azzerate sia in un senso che nell’altro.
E da cui nessuno può ritenersi immune.

Lucia BartoliniAssociazione ‘A Gauche

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