“La mensa industriale non è più obbligatoria, Sì del Consiglio di stato al Pasto da casa”.

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ROMA – Abbiamo abbracciato questa causa due anni fa e nel Lazio abbiamo contribuito a divulgare e sostenere ogni informazione per il diritto e la tutela del pasto da casa, coadiuvate sempre dall’eccellente ed instancabile Avvocato Giorgio Vecchione. Lo abbiamo fatto per conto di ogni genitore che domandava come superare gli impedimenti che taluni dirigenti scolastici ponevano per contrastare la libera scelta a favore del pasto preparato e confezionato dalla mamma pur mantenendo il tempo pieno.

Perché oggi lavorare è fondamentale ed una madre deve poterlo fare senza impedimenti di terzi che, con i loro ostacoli burocratici, di fatto, ne possono limitare la libertà personale.
Già il TAR del Lazio nel febbraio scorso, con sentenza n. 1641 – 613/2018 – aveva sancito, ritenendolo legittimo, il provvedimento di un’amministrazione comunale che chiedeva alla ditta di ristorazione della mensa scolastica di riservare ai bambini non clienti della stessa uno spazio nel refettorio per consumare il pasto da casa, l’azienda della refezione aveva fatto ricorso al Tar, ma il ricorso di questa, venne rigettato, pertanto il provvedimento del comune fu ritenuto valido e legittimo.

Una semplice modifica del DUVRI ai sensi dell’26 del DLgs 81/08 ed un adeguamento della SCIA SANITARIA, bastavano all’azienda per essere in regola, accontentando genitori, dirigenti e se utile procurando anche qualche posto di lavoro in più come personale Ata – che secondo l’art. 47 del Ccnl nella mansione del Collaboratore scolastico, Area A, ha il compito di vigilare e fornire l’assistenza necessaria durante il pasto nelle mense scolastiche – ma pur di perseguire il profitto proprio aziendale anche in presenza di un interesse pubblico e collettivo hanno .. preferito pagare gli avvocati.
Proprio di ieri un’altra importante vittoria giudiziaria al Consiglio di Stato contro un ricorso promosso dal comune di Benevento che con un atto amministrativo imponeva a tutti, ed a tutti i costi, la refezione industriale a scuola, con la motivazione su uguaglianza ed igiene che però non ha trovato la sua autorevolezza né al Tar della Campania, né al livello successivo, con il Consiglio di Stato.
In effetti proprio il negare tale diritto non rientra nei principi di uguaglianza, e se la restrizione é valida per il pasto da casa, come giustificare le merendine fornite dai genitori ? Ovviamente il CdS boccia il provvedimento ingiusto.

Ci auguriamo di non dover più trovare sul nostro cammino dei regolamenti comunali approvati da giunte poco attente ai bisogni di tutti i cittadini. Un regolamento comunale Infatti non può vietare ciò che la Costituzione sancisce come diritto fondamentale nell’articolo 3.
L’ importante riconoscimento del Consiglio di Stato è la sentenza n. 05156/2018 del 3/9/18 del Supremo Giudice Amministrativo che oltretutto pone l’accento anche sulla incompetenza assoluta del comune di Benevento, in questo caso con il regolamento e delibere n. 21/2017 CC e n. 121 /2017 GC, che prevedevano obbligo di mensa a scuola, limitando di fatto anche l’autonomia dei dirigenti scolastici, Infatti, non tutti i dirigenti scolastici sono contrari o non disponibili al oasto da casa.
Mentre la criticità igienico-sanitaria è facilmente superata come sopra illustrato.

Questo è in risposta ai numerosi genitori che nel corso di questi anni ci hanno lamentando ostacoli per far portare i propri figli il pasto da casa a scuola e, consumarlo nel refettorio nello stesso tempo e luogo, degli altri compagni di classe. Adesso siete liberi e legittimati anche da parte del MIUR grazie alla nota prot. N. 348/2017.

I genitori non dovranno pertanto più spostare i loro figli dal tempo pieno al part time come qualcuno é stato costretto a fare, né dovranno cambiare Istituto e Comune come é capitato ad un bambino lo scorso anno, perché i provvedimenti di divieto del consumo del pasto da casa stanno subendo una bocciatura in tutta Italia, laddove i genitori ricorrono.

Il pasto da casa è infatti una libera scelta che probabilmente servirà anche a migliorare i servizi della refezione scolastica industriale ed a contenere i costi comunali, nonché a creare nuovi posti di lavoro per il personale ATA.

Ma deve essere libero, non condizionato da divieti, regolato ed organizzato dai DS in autonomia.

Vi chiediamo di continuare a segnalarci ogni impedimento, di divulgare questo comunicato ai vostri contatti e di indirizzarli per tutte le informazioni alla pagina FB “CaroMensa Torino” e “Pasto da casa Roma Lazio” dove troverete tutte le informazioni che vi serviranno per la vostra scelta.
Grate allo Studio Legale Vecchione di Torino, ai genitori promotori del Caro Mensa Torino, ed a quelli che hanno ricorso anche al CdS per la loro tenacia, l’Italia tutta da nord a sud per la libertà del pasto da casa, il risparmio domestico, l’alimentazione sana , quel patto educativo tra scuola e famiglia che fa crescere bene e consapevolmente i nostri figli.
Dedico questo lavoro a mio figlio Samuele, semplicemente perché la mensa a scuola non gli piaceva, e non toccava mai cibo.

 

Francesca TotoAssociazione volontariato Mamme Etrusche Pasto da Casa Roma Lazio

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