“La politica a Civitavecchia non ha bisogno di termometri ma di termostati…”

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CIVITAVECCHIA – Va dato atto al sindaco di Tolfa, Luigi Landi, di avere preso una iniziativa, anomala istituzionalmente, ma sicuramente adeguata per arrivare ad una programmazione seria riguardante il ciclo dei rifiuti, a rischio di implosione. Finalmente un tavolo tra rappresentanti di istituzioni, nazionali, regionali e locali per la soluzione di un problema che rischia di affossare un territorio.
La speranza è che si addivenga ad una soluzione, mettendo fine al minimalismo del giorno per giorno e del tutto si aggiusta.
La speranza e l’auspicio che una simile iniziativa e una simile esperienza venga applicata anche ad altri problemi, per altre soluzioni.
Il sindaco di Tolfa ha capito la gravità della situazione e le soluzioni, in questo caso non devono essere di parte, poichè in quanto di parte non possono funzionare né avrebbero il consenso necessario per metterlo in atto. Lo stesso bisogna fare per altri problemi.
Penso all’annuncio dell’Enel per la chiusura della centrale; per mettere fine ad una politica di semplice amministrazione tecnica dell’esistente, come unico antidoto per affrontare la crisi, qualcuno tra partiti e istituzioni e ci metto anche forze sociali e imprenditoriali, potrebbe iniziare a riflettere, con la consapevolezza che si potrebbe iniziare a mettere le basi per un modello di sviluppo alternativo a quello dell’Enel.
Dissesti finanziari non si fanno in 2 o 3 anni, le politiche strategiche per uno sviluppo alternativo non si fanno in tempi brevi ed hanno bisogno della partecipazione di tutti, di un dibattito pubblico che porti a strategie e sviluppo condiviso. Il rischio è quello della Civitavecchia-Orte che rischia dopo 14 anni di non vedere fine e di bloccare lo sviluppo di un territorio.
Qualcuno metta insieme istituzioni imprese territori forze sociali e si cominci a discutere.
In politica esistono termometri che si limitano a registrare la temperatura e termostati che la cambiano; questo territorio ha bisogno di questi ultimi.

 

Tullio NunziMeno poltrone più panchine

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