“Ecco perché non abbiamo voluto partecipare alla trasmissione Quarto grado”

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CIVITAVECCHIA – Egr. Dott. Nuzzi,
abbiamo dovuto declinare l’invito rivolto dalla sua collega, Anna Boiardi, perché in totale disaccordo con la impostazione colpevolista “a prescindere” da Lei data, sin dall’inizio, a questa tragica vicenda, impostazione culminata in maniera insopportabile nei toni e nel contenuto della trasmissione andata in onda domenica scorsa; tra l’altro evocando la morte civile per le persone dichiarate televisivamente ed irrevocabilmente colpevoli anche di continuare a vivere, studiare e lavorare, pur col peso insopportabile di sentirsi dei “sopravvissuti”.
Appare evidente, quindi, come la nostra partecipazione in diretta, al cospetto dei vostri abituali ospiti, che non hanno mai mancato di lesinare valutazioni a dir poco negative contro i nostri assistiti, avrebbe reso vana qualsiasi argomentazione che avremmo potuto fornire sul piano tecnico processuale, avendo compreso che
l’obiettivo della sua trasmissione è soltanto quello di “condannare”, sul palco televisivo, la famiglia Ciontoli in maniera pregiudiziale dinnanzi al pubblico dei telespettatori prima ancora che ciò avvenga in un’aula di giustizia.
Tanto dobbiamo anche per rispetto del dramma che, comunque si voglia pensare, stanno vivendo anche gli imputati, già condannati a subire una gogna mediatica infinita che si aggiunge al dolore ed al rimorso per la sofferenza
involontariamente causata.
Le chiediamo soltanto di dare pubblica integrale lettura di questo comunicato.

Avv. Pietro Messina
Avv. Andrea Miroli

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