“E’ che in questa città, ogni progetto debba concludersi in un fallimento?

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CIVITAVECCHIA – È’ mai possibile che in questa città, ogni progetto debba concludersi in un fallimento?
Si tratta di anomalie e incapacità di questa città e del gruppo dirigente politico e manageriale,oppure è qualcosa di comune in tutte le nostre città.
Prendo ad esempio il, progetto privilege.
Strombazzamenti in pompa magna, posti di lavoro per un progetto di cantieristica che avrebbe dovuto svilupparsi,litigi tra le forze politiche per addossarsene i imeriti, e poi la fine vergognosa.posti di lavoro persi, famiglie sul lastrico, e le responsabilità di nessuno.
Oppure vogliamo parlare dell’interporto.
Anche qui posti da lavoro promessi,una struttura che avrebbe potuto svilupparsi,ma che in tempi brevi si è consunta in una lenta agonia.
Potrei andare avanti a lungo su tanti altri progetti (terme, district park itinerari turistici )conclusi in modo tragico,o mai avviati.
La domanda che pongo e che spero possa avviare un civile dibattito; abbiamo una classe dirigente politica, incapace di controllare e garantire,politicamente, l’andamento dei progetti, vigilando per gli aspetti di sua competenza? Oppure si affidano progetti ad imprenditori di basso livello, non per le proprie capacità, ma per altre ragioni che evidentemente sfuggono all’uomo qualunque?
Io credo che un gruppo dirigente, politico o imprenditoriale, debba avere grandi capacità di previsione, attitudine a rendere conto delle proprie azioni,discrezione nell’uso degli strumenti disponibili.
Per quanto mi riguarda la mia lettura è che da tempo non abbiamo classe dirigente classica che diriga, comandi; si limitano a gestire più o meno bene la sopravvivenza quotidiana, in alcuni casi accrescendo piccoli o grandi benefici di cui godono.
E senza classe dirigente non può esistere economia, città, stato. Forse c’è una logica intrinseca nello sfascio di questa città.

Tullio Nunzi

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