“Contraffazione: cominciamo ad educare partendo dalle scuole”

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CIVITAVECCHIA – Stime della banca mondiale ritengono che il volume d’affari della contraffazione nel mondo si aggiri intorno ai 350 miliardi di euro.
Il nostro paese ha il triste primato di essere il primo in Europa nel consumo di prodotti contraffatti ed è al terzo posto nel mondo per la produzione.
Il fatturato generato dal mercato del falso in Italia è pari a 6 miliardi circa di euro all’anno con un impatto sull’occupazione che riguarda complessivamente 105 mila posti di lavoro.
2 miliardi circa di euro è il fatturato del falso del settore moda in Italia con una percentuale del 34,3% sull’intero fatturato del falso.
In base a stime del Censis, la contraffazione comporta perdite ingenti per il bilancio dello stato in termini di mancate entrate fiscali,tra imposte dirette ed indirette, di 5 miliardi 280 milioni di euro.
La contraffazione rappresenta soprattutto in momenti di crisi dei consumi, un’inaccettabile forma di concorrenza sleale da parte della criminalità organizzata.
La contraffazione è un furto per le imprese,un danno per lo stato, un crimine per la società.
Infatti chi produce e chi vende un prodotto contraffatto commette un reato penalmente rilevante, anche se contraffazione e abusivismo vengono considerati reati minori.
Poiché anche chi acquista un prodotto contraffatto è complice di un reato,mette a rischio la sua salute e alimenta la criminalità organizzata,
Confcommercio ha chiesto alle varie scuole di potere avviare incontri con gli studenti per evidenziare l’importanza di tale problema e per far capire che un gesto semplice come l’acquisto di un prodotto contraffatto può essere invece qualcosa di dannoso per tutti i settori economici e per i cittadini.

Tullio Nunzi

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