“Come rendere l’industria del cinema un’occasione di sviluppo per Civitavecchia”

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CIVITAVECCHIA – Prendo spunto dall’interessante articolo pubblicato oggi sulla cronaca locale de Il Messaggero sull’uscita in tutta Italia del Trailer del film Zoolander2 per alcune riflessioni che spero possano essere propositive e non male interpretate perché non è mia intenzione polemizzare su un argomento che mi sta molto a cuore; quello che scrive il giornalista è pura verità, le immagini di Civitavecchia, anche se la nostra città non sarà menzionata, stanno facendo il giro del mondo e in molti, credetemi, si informeranno su dove siano questi luoghi.
Detto questo mi corre anche l’obbligo di aggiungere che qui in città c’è gente che come me si batte contro i mulini a vento ormai dal 2007 per far comprendere a tutti quello che l’articolo di oggi ci dice.
La città è ormai da tempo sotto i riflettori di un’industria del cinema in cerca di nuove location e di abbattimento costi, in questo periodo di crisi da cui forse stiamo per uscire, cercando nelle periferie della metropoli nuovi sbocchi lavorativi.
Entrare finalmente in questo circuito con il giusto passo sarebbe l’ideale per la nostra città che invece vede da anni arrivare soltanto “code” di film o fiction, ovvero produzioni già definite che vengono a fare una o due giornate in loco, portandosi quasi tutto l’indispensabile da Roma e lasciando sul territorio soltanto le briciole.
La Civitafilm, che ricordiamo è un’associazione senza scopo di lucro e non da lavoro ma promuove solo il territorio per mezzo dell’audiovisivo, in questi ultimi anni, in mezzo a tante lavorazioni mordi e fuggi, è riuscita ad interpretare in maniera diversa il proprio ruolo muovendosi in anticipo tra le numerosi produzioni in preparazione e portando in città alcune situazioni diverse. Due esempi:
1)“Rosso San Valentino”, con Andrea Giordana; sei puntate per Rai1 girate quasi interamente qui da noi con un impegno di uomini e mezzi durato circa sei mesi;
2) “Le due leggi” con Elena Sofia Ricci, due puntate per Rai1, con un impegno di due settimane dove si vede una città talmente bella che persino i cittadini hanno difficoltà a riconoscerla.
Adesso, a Dicembre, si girerà in città un altro film che parla di Civitavecchia anche se purtroppo solo per tre giorni, ma saremo ancora protagonisti di noi stessi sul grande schermo e i nostri scorci panoramici entreranno negli occhi e nella mente di tantissimi spettatori.
Allo stesso tempo ci si è mossi sul campo dei grandi eventi ideando e realizzando l’International Tour Film Fest, vera e propria vetrina cittadina che attraverso il cinema e gli ospiti intervenuti cerca di legare insieme queste situazioni (set + festival + glamour) trovando spazi anche all’estero; insomma alla ricerca di quell’unione di sinergie che può portare in città turismo di qualità, cultura e sviluppo del territorio.
Detto questo però si arriva al dunque: certe cose stanno accadendo nella nostra città un po’ per caso, un po’ per fortuna….. è come se ci stesse passando davanti un treno che ci chiede di saltare su, ma la città, i cittadini, le istituzioni, gli imprenditori, ecc…. rimangono forse disincantati o forse un po’ distratti a guardare mentre sfila via veloce. Occorre un esempio lampante? Come mai a nessuno (tranne che al giornalista che all’epoca aveva intuito..) è venuto in mente la domanda: perchè Ben Stiller viene a mangiare a Civitavecchia? La risposta oggi la conosciamo…. perché aveva fatto i sopralluoghi per il film e si era ancora in tempo per provare a portare anche qualche altra scena e parecchi soldi e visibilità per una città che ha bisogno di puntare sul turismo.
E ancora: Ben Stiller o altri nomi famosi per portare alla ribalta Civitavecchia? Non occorre sognare, c’è già un Festival Internazionale che quest’anno ha visto 60 nazioni iscritte da tutti i continenti e che ha toccato 3 tappe estere portando, tra mille difficoltà organizzative, Civitavecchia ed il suo territorio in giro per il mondo e che spero si possa potenziare perché già in grado di ospitare degnamente queste star mondiali. Al festival quest’anno sono intervenuti personaggi nazionali ed internazionali di primissimo livello che pochi altri festival possono vantare (vedi la PIXAR presente qui in Italia solo ai festival di Civitavecchia, Roma e Venezia, ma al workshop gratuito aperto al pubblico sono intervenuti soltanto appassionati da Roma e da altre città italiane) se ne sono interessate l’Ansa e tutte le principali testate cinematografiche italiane ed i giornalisti di quelle 60 nazioni partecipanti.
Pe aiutare questo sviluppo cittadino suggerisco inoltre un regolamento, che attualmente non c’è, un protocollo d’intesa da presentare alla produzioni prima ancora che inizino i casting e la ricerca location, prevedendo costi ma anche abbattimenti in caso di utilizzo di personale locale, prevedendo anche la possibilità di affiancamento alla troupe di nostri giovani al fine di specializzarli per il futuro. In Italia stanno per arrivare altre grandi produzioni americane che non sarebbe difficile intercettare visto che si appoggeranno alle solite realtà romane.
Ecco secondo me i primi passi da fare per non dimenticarci già domani del bell’articolo di oggi, poi con la coesione e le sinergie locali potremo andare lontano trasformando i sogni in realtà.
(Video ANSA ITFF 2015: http://www.ansa.it/sito/videogallery/spettacolo/2015/07/08/cinema-civitavecchia-film-festival_3bc36160-e735-4118-b2bd-b7f3695e344f.html )

Piero Pacchiarotti – Presidente Civitafilm

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