“Boicottiamo i test Invalsi”

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ROMA – Con l’approvazione dei decreti delegati sulla scuola il governo Gentiloni ha completato l’opera di smantellamento dell’istruzione pubblica cominciata da Renzi con la legge 107 del 2015. Quest’anno la battaglia contro le prove INVALSI assume un nuovo significato e si colloca nella lotta più generale contro la pessima riforma che stiamo subendo. Dal prossimo anno scolastico infatti tali prove saranno obbligatorie per gli studenti per poter accedere agli esami di maturità, e rimarranno come un marchio indelebile nel loro curriculum, diventando elemento di valutazione anche per l’ingresso in facoltà universitarie a numero chiuso. Gli studenti saranno quindi costretti ad una didattica nozionistica e ad una valutazione distorta dei loro apprendimenti. Per i docenti, è chiaro che con la buona scuola i risultati delle prove INVALSI saranno un ulteriore strumento di ricatto e di divisione della categoria, e che il governo punta, già dal prossimo rinnovo contrattuale, ad usarli come elemento di valutazione individuale della performance in base al quale differenziare gli stipendi, superando la progressione per anzianità. Gli istituti scolastici saranno sempre più divisi in senso classista, anche grazie ai meccanismi di chiamata diretta, su cui i sindacati confederali hanno appena sottoscritto un pessimo contratto integrativo che consente ai dirigenti, con la eventuale copertura dei collegi docenti, di selezionare i curriculum degli aspiranti docenti nella propria scuola.
Per questi motivi invitiamo gli studenti, le studentesse e le loro famiglie a boicottare con ogni mezzo le prove INVALSI, e le lavoratrici e i lavoratori della scuola ad aderire agli scioperi e alle assemblee previste nei giorni di somministrazione delle prove: il 3 e 5 maggio per le scuole primarie e il 9 maggio per le scuole superiori.
Facciamo ricominciare una nuova primavera della scuola pubblica per conquistare un contratto collettivo di lavoro che metta in discussione i principali istituti introdotti dalla legge 107 e dai decreti delegati, per arrivare ad una loro totale abrogazione!

Lavoratori autoconvocati della scuola

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