“1986-2016. Per non dimenticare Chernobyl”

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LADISPOLI – Il 26 aprile 1986, trent’anni fa, il reattore n. 4 della centrale nucleare di Chernobyl, in quella che allora era l’URSS (attuale Ucraina), a causa di un errore umano è esploso. Le conseguenze dell’esplosione? Numerose. Le attuali terre ucraine, intorno alla città di Chernobyl e soprattutto quelle bielorusse, sono ancora contaminate e quindi radioattive, la maggior parte della popolazione ha riportato problemi alla vista, turnori alla tiroide e gravi forme di leucemia. Si sono verificate numerosissime morti e una situazione di paura generale.
Per commemorare questo grande disastro, il 28 aprile 2016 abbiamo partecipato a un incontro in aula consiliare, organizzato da “Scuolambiente”, un’associazione che si occupa di interagire con le scuole del territorio e sensibilizza i ragazzi sulle tematiche ambientali e che, inoltre, si è sempre prodigata per accogliere alcuni bambini bielorussi affetti da leucemia che però son in via di guarigione, per curarli e per far passare loro un periodo di spensieratezza al mare, in un ambiente non contaminato. I ragazzi volontari del “Forum Giovani”, hanno offerto la loro importante testimonianza, raccontando che l’esperienza vissuta con questi bambini gli ha veramente cambiato la vita.
L’incontro si è aperto con un delizioso concerto con il flauto, tenuto dai ragazzi della II H e III M, diretto dal prof. Francesco Maiuolo, che ha lasciato spazio, poi, alle parole di Beatrice Cantieri, responsabile di Scuolambiente, che ha ricordato cosa accadde quella notte.
Dopo questo breve intervento, la parola è stata ceduta ad alcuni esperti, tra cui l’ingegnere dell’Enea, Girardi Giuseppe che ha fornito dati tecnici sulle conseguenze del disastro di Chernobyl. Le tematiche del convegno sono state presentate dagli alunni della classe la III C dell’IC “Ilaria Alpi” e della III H dell’I. C. Corrado Melone. Abbiamo constatato che tutti gli alunni presenti si sono preparati benissimo sull’argomento: hanno esposto i lavori attraverso video, slide in power point e cartelloni, ripetendo le cause del disastro, le conseguenze, i traumi subiti dalla gente colpita dalle radiazioni, tanto che alcuni hanno presentato un accurato approfondimento sulle malattie genetiche legate alle radiazioni. Alcuni gruppi, poi, hanno spiegato perché ci fu l’esplosione collegando quanto accaduto con la tematica delle energie rinnovabili.
E significativo che dei ragazzi, che non erano ancora nati nel periodo del disastro, siano così sensibili al problema, che oltre a raccogliere informazioni sull’accaduto, siano andati alla ricerca di testimonianze di donne, uomini e bambini che purtroppo hanno vissuto in prima persona la tragedia. Una delle letture proposte raccontava come una bambina di dieci anni, per un lungo periodo abbia vissuto nella paura e come, quindi, la spensieratezza che dovrebbe caratterizzare l’infanzia, le sia stata strappata via. Purtroppo sono stati molti i bambini, che già da piccoli, hanno conosciuto cosa vuol dire la parola “sofferenza”.
E’ per questo che crediamo che sia importante continuare ad ospitare i bambini bielorussi e continuare a ricordare questa tragedia in nome delle vittime innocenti che ha mietuto, cercando di tenere alta l’attenzione di tutti affinché disastri del genere non accadano mai più.
Un grande grazie ai ragazzi, ai docenti delle classi coinvolte e a tutti i presenti perché hanno reso possibile questo evento.

Sofia Emili e Chiara Morelli – 2H Ecolaboratorio Scuolambiente (IC “Corrado Melone” di Ladispoli)

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