E’ giunto quest’ anno alla terza edizione il premio di bellezza miss Digital World, che vede come partecipanti modelle virtuali create da web designer internazionali. Le modelle sono prodotti di design di grande raffinatezza grafica, milioni di pixel che creano forme particolarmente piacevoli alla vista, ma irraggiungibili, poichè non esistono nella realtà.
Il concorso ha richiamato anche quest’anno artisti e grafici appassionati da tutto il mondo che si sono cimentati nell’ideare bellezze che non hanno nulla da invidiare alle modelle reali. La vincitrice dell’edizione 2006 si chiama Dark Eve, è mulatta ed è un ibrido tra una donna e un cyborg nata dalla mente creativa di un’italiano, Mario Calamita.
Anche l’ideatore del contest è Italiano, di Napoli, si chiama Franz Cerami e definisce le modelle virtuali una diversa rappresentazione della realtà e non l’anti-reale come sono state additate dai critici. Ogni era ha la sua bellezza: dalla Venere di Milo alla Monna Lisa, dalla ‘divina Garbo’ a Marilyn Monroe.
Miss Digital è quindi la ricerca della bellezza contemporanea, rappresentata in quest’epoca dalla realtà virtuale, o almeno questa è l’idea degli organizzatori.
Le giurie che hanno eletto le miss vincitrici tra le venticinque finaliste sono due: una giuria popolare di navigatori Internet, composta da quasi trentamila esploratori, ed una giuria tecnica, formata dai designer Alceu Baptista, Franz Cerami e Lillian Hawkins, Al secondo posto della speciale graduatoria quest’anno si è piazzata Kyra, dell’italiana Lara Guffanti, mentre la scorsa edizione ha visto trionfare la modella giapponese Mi: tratti orientali, capelli neri lisci e occhi marroni, del grafico di Ichi Yoshimoto. La prima Miss Digital World è stata invece la cilena Katty Ko, ispirata all’attrice di soap-opera Katty Kowaleczko. Il premio è nato nel 2004 e per l’edizione del 2007 è stato creato anche un calendario: ogni mese ha una modella digitale ed una frase di autori famosi sul tema della bellezza.
La bellezza in questo concorso si trasforma da un elitario pregio di natura, in una ricchezza alla quale tutti democraticamente possono aspirare. Alla gara di bellezza non partecipano solo donne, ma anche cyborg e ibridi; è stato infatti ricostruito per la gara anche il volto di un’antica schiava di Pompei. La vera rivoluzione di miss web infatti è che per partecipare non devi essere bella né donna, ma devi saper utilizzare dei software di animazione 3d ed avere una spiccata fantasia. Una competizione che misura una bellezza creata, ricercata, spesso idealizzata e non acquisita semplicemente dalla composizione del proprio dna.

