Il fairplay di Ruggiero: “Il calcio per me è un’altra cosa”

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CIVITAVECCHIA – La tribuna gremita con il pubblico assiepato sui gradoni, lì da buoni venti minuti a gridare e incitare i propri beniamini. Oltre che i tifosi della CPC2005 c’era un largo spazio occupato dagli ultras dell’Aranova, si teme per le sorti della propria squadra e allo stesso tempo, sul fronte portuale, si cerca il guizzo del campione che ristabilisca la parità.

La CPC2005 è sotto di una rete, Italiano aveva da poco portato i suoi avanti dopo uno dei suoi soliti guizzi. La Roja dopo un periodo di annebbiamento sembrava uscire dal torpore iniziale, era più fluida e col gol che sembrava nell’aria. Palla nella metà campo avversaria, il cronometro era in quell’attimo quello strumento diabolico, che da una parte fa mancare una vita alla fine e dall’altra, per chi perde, una manciata di respiri. Un parapiglia con la sfera che arriva a Ruggiero, va a terra e la palla subito dopo va verso Funari che si invola solo nella prateria davanti a lui. Tutti in piedi col fiato corto in gola, tiro e rete: la sfera è alle spalle di Comandini. Da una parte in tribuna si grida: è pareggio. Mentre dall’altra parte si cerca giustizia, i giocatori ospiti sono tutti intorno a Testoni di Ciampino, il guardalinee è già nella mezzeria di centrocampo, basta poco per capire: è gol. Anzi sarebbe gol, ma non lo è. Si avvicina Ruggiero verso Testoni: Fermi tutti l’ho presa con la mano. Testoni torna sui suoi passi, si riprende a giocare nell’area ospite, l’Aranova vince ancora.

La gara finirà poi sull’uno a uno, Serpieri da lì a poco di testa siglerà il pareggio, ma noi vorremmo soffermarci su l’altra gara. Quella iniziata e poi finita col gol annullato a Funari. Il FairPlay di Ruggiero è da rimarcare, contro tutto quello che affossa il calcio ritenendo, spesso, i giocatori eroi senza patria e ideali. Nessuno dei giudici di gara aveva visto quel tocco furtivo con la mano, sarebbe stato gol se Ruggiero fosse andato ad abbracciare Funari, o verso la sua metà campo senza dire una parola.

Ruggiero non è così però, lui il calcio ce l’ha nel sangue così come la lealtà sportiva su quel rettangolo verde. Stamattina l’ho chiamato perché un giornale nazionale voleva scrivere di quel gesto, abbiamo fatto quattro chiacchiere: “Mauri era giusto così, le gare si vincono sul campo e non con questi sotterfugi. Potevo benissimo stare zitto dopo che con la mano ho mandato la sfera verso l’area, raccolta e insaccata da Funari che, tra l’altro, neanche avevo visto. Avrei in un certo modo compensato con il gol il fallo da rigore che avevo subito, perché da terra dopo il fallo ho direzionato la palla. Ma non me la sono sentita, io vivo il calcio in altra maniera. Il calcio è della palla in fondo alla rete ma calciata come da regolamento, una maestria e non con un fallo di mano non visto. Il mio calcio è del rispetto delle regole e dell’avversario. Della lealtà. ”

“Gigi, hai proprio ragione.”

 

Maurizio Spreghini

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