Dagli Usa a Civitavecchia: arriva il Team roping

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CIVITAVECCHIA – Tra le molteplici usanze che gli Stati Uniti possono vantare di aver esportato, è bene menzionarne una che si presenta come uno sport dinamico e coinvolgente, il Team Roping, il cui primo campionato regionale ufficialmente riconosciuto comincerà domenica 5 giugno proprio a Civitavecchia.

A questo proposito abbiamo raccolto la testimonianza di Diego Tiselli, un istruttore qualificato che da anni gestisce il “Winnie Dry Ranch”, che ospiterà tutte le tappe del campionato, diffondendo sul territorio la sua passione per questa particolare disciplina.

Di cosa si tratta precisamente?

“Il Team Roping è una disciplina da rodeo dalle origini statunitensi che consiste nella cattura di un vitello da parte di due cavalieri che lo prendono mediante una fune, uno per la testa e uno per le zampe, mentre i giudici tengono il tempo. Ogni squadra possiede un vitello che viene liberato da un’apposita gabbia e poi inseguito dai cavalieri. Chiaramente vince la squadra che fa il tempo migliore”.

Quante squadre gareggeranno? Da dove provengono?

“Le squadre sono tutte del Lazio, provengono dalle zone limitrofe come Tarquinia e anche da Civitavecchia stessa; per quanto concerne il numero, si aggira intorno alle 15-18 unità”.

Per quanto riguarda il bestiame, lo mettete voi a disposizione? Avete degli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa?

“Sì, molti usufruiranno dei nostri cavalli e dei nostri vitelli, anche se alcuni gareggeranno con il proprio cavallo che dovranno trasportare fin qui. A sponsorizzarci vi sono l’impresa edile ‘Tiselli Gino’, ‘La bottega del cavallo’, e l’ottica ‘Di Luzio’ “.

Quali sono i requisiti per partecipare?

“Innanzi tutto occorre avere una buona preparazione, attestata da un patentino che deve aver rilasciato un istruttore qualificato. Il livello di preparazione deve essere già abbastanza buono, anche per chi è agli inizi viene richiesta una certa pratica dal momento che guidare un cavallo con annesso un vitello di due quintali non è un’impresa semplice”.

Quanta preparazione è necessaria prima di affrontare una gara del genere?

“Per un cavallo abbastanza forte da affrontare uno sport simile ci vogliono dai due ai tre anni. I cavalli devono essere addestrati in un certo modo, devono avere dimistichezza con il bestiame e non essere impauriti”.

Si tratta di una disciplina diffusa sul territorio italiano?

“Purtroppo no, tra le varie discipline della monta americana è quella che ancora deve prendere piede maggiormente. In altri paesi come Francia e Brasile si è invece già peculiarmente diffusa e in America si presenta addirittura come lo sport principale; gli Stati Uniti sono infatti la nazione che ospita sempre i campionati mondiali”.

Questo campionato invece come si articolerà?

“Consisterà in cinque tappe, la prima si svolgerà questa domenica. Avremmo dovuto iniziare a maggio ma a causa di alcune problematiche relative ai vitelli abbiamo dovuto rimandare, pertanto le altre date sono ancora da stabilirsi. Nel corso delle tappe si decreteranno i migliori  per ogni categoria e al termine ultimo della gara chi ha ottenuto il tempo migliore si qualificherà come campione regionale”.

Da quanto tempo ti occupi del ranch?

“Ho fondato ‘Winnie Dry Ranch’ all’incirca sette anni fa, ho dato questo nome all’associazione e al centro ippico in onore della mia prima cavalla con cui ho partecipato a molte gare anche a livello europeo, ottenendo delle vincite significative. Alcuni dicevano che non si trattava di un buon cavallo, ma dopo molto lavoro si è rivelata un’ottima compagna per la conquista di titoli importanti”.

In questo centro ippico hai dato vita ad una vera e propria scuola: chi si può iscrivere? Quali sono i corsi disponibili?

“Si può iscrivere chiunque, i corsi sono misti e possono interessare anche i bambini. Accogliamo trasversalmente persone di tutte le età, basta tesserarsi con l’associazione e scegliere uno dei corsi in cui si insegnano tutte le discipline da rodeo della monta americana”.

Come ti sei appassionato a questa disciplina?

“Dal momento che già mio padre se ne occupava, sono sempre stato a contatto con i cavalli. Lui tuttavia praticava la monta inglese, io invece pur essendo partito con il salto degli ostacoli, all’età di quindici anni ho iniziato

a conoscere il Team Roping e me ne sono appassionato sempre di più. Sono orgoglioso di poter ospitare questo campionato, poichè in Italia fino ad ora non ne sono stati riconosciuti altri; è bene invece che questo sport faccia strada e che sempre più persone inizino a praticarla e ad appassionarsene”.

Giordana Neri

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