Al “Moretti-Della Marta” il meglio del rugby giovanile laziale nel ricordo di Giulio Saladini

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CIVITAVECCHIA – Domenica 29 novembre 2015 i due campi dell’impianto del Casaletto Rosso Moretti-Della Marta saranno pronti ad accogliere circa 450 giovani rugbisti che si affronteranno all’insegna dello sport e del rispetto, nel ricordo dell’indimenticato Giulio Saladini, cui è dedicata la nona edizione del Memorial.
Il campo principale verrà dedicato alle categorie Under 6/8/10 mentre il campo B ospiterà due campi per accogliere il torneo dedicato all’Under 12. La formula del torneo prevede la partecipazione di 8 squadre per categoria suddivise in due gironi all’italiana che vedrà disputare la finale alle due prime classificate nei gironi di ciascuna rispettiva categoria, mentre le seconde disputeranno la finale per il 3°/4° posto, le terze per il 5°/6° e le quarte per il 7°/8°.
Tutto lo staff del Crc ha lavorato molto per organizzare questo grande evento che porterà a Civitavecchia le migliori squadre di rugby giovanile laziale; saranno presenti le società Civitavecchia, Unione Rugby Capitolina, Polisportiva Lazio Rugby Junior, U.s. Primavera Rugby, Cus Roma Rugby, Polisportiva Fiumicino Rugby, Nuova Tor Tre Teste Lazio e Arvalia Villa Pamphili.
“Il torneo è dedicato a Giulio Saladini – ricordano dalla società biancogiallorossa – un atleta civitavecchiese dalle capacità fisiche impressionanti, a cui nessuna attività sportiva era preclusa, ma il suo grande amore è stato il rugby, sport che ha praticato fino a quando un terribile incidente stradale l’ha completamente paralizzato. Questa è la vita. Ma chi è un rugbista lo rimane sempre, anche confinato su una carrozzina o in un letto. È una cosa che solo chi ha giocato a rugby può comprendere. Così la sua squadra si è stretta attorno a lui e lo ha fatto per 16 lunghissimi anni, formandogli attorno un pacchetto di mischia compatto, sostenendolo fino all’ultimo respiro, fino a quando ha varcato la linea dell’ultima meta di una vita troppo breve. Perché il rugby non è solo un gioco, è un modo di vivere che ti porti dietro dappertutto, è un modo di stare insieme unico. Nella vita di Giulio, oltre lo sport, c’è stata una partita durissima da giocare e lui l’ha affrontata con una voglia di continuare a vivere in cui ha dimostrato, oltre alle sue doti atletiche, una forza morale che la sofferenza non è riuscita a scalfire. Giulio amava il rugby e il rugby lo ha amato regalandogli il sostegno di una quadra di compagni che ancora oggi vogliono ricordarlo, magari mentre placcava un avversario e poi si rialzava ridendo, perché la cosa gli era piaciuta, ma piaciuta davvero”.

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