“Abbiamo un vivaio florido come non si vedeva da anni”

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CIVITAVECCHIA – Si comincia a entrare nel vivo della stagione agonistica in casa Club Rugbystico Centumcellae. Il Crc dopo il positivo esordio affronta la seconda giornata in serie B e la prima trasferta del campionato, sul campo del Livorno. Oggi, per la nostra rubrica “A tu x tu con il Crc” tocca ad Emanuele Diottasi (in allegato foto di Rebecca Bartolini), giocatore, allenatore, responsabile sviluppo rugby club, commissione rugby regione Lazio.

Emanuele, sei un uomo di rugby a tutto tondo. “Lele”, come ti chiamano i tuoi amici, ci racconti come e quando hai cominciare a giocare?

“Ho iniziato tanto tempo fa, a sei anni. Passando per le giovani del Crc sono arrivato poi a partecipare alla sere B, aggregandomi alla prima squadra. Un lungo percorso”.

Nelle nostre interviste ci piace anche scherzare un po’. Ma è vero, dato la tua somiglianza con Enrico, tuo fratello, che sia a scuola che nello sport, vi scambiavate i compiti tanto nessuno se ne accorgeva?

“Si, è vero. Ci siamo scambiati tante volte. Io andavo nella scuola sua, lui nella mia…No, non è vero. Ma nel rugby è più forte lui, però ha smesso quindi ora il migliore sono io. Al di là dell’aspetto sportivo, mi sono dedicato molto all’attività di allenatore. Ho fatto dei bandi con la Federazione riguardanti progetti sociali, come quello legato al carcere. Continuo ad essere un atleta, ma mi occupo anche di progetti di sviluppo dello sport e della realtà sociale”.

Che cos’è il rugby per te, come lo definiresti?

“Per me il rugby è uno stile di vita, mi ha insegnato tanto. Il rispetto innanzitutto. Riempie a pieno le mie giornate”.

Come vedi il settore giovanile del CRC nel futuro prossimo. I giovani talenti crescono?

“Stiamo lavorando molto bene come promozione sul territorio, a Civitavecchia e a Santa Marinella. I risultati si stanno vedendo, abbiamo tanti bambini under 6, under 8 e under 10, c’è un vivaio florido come non lo era da anni. Avere un settore giovanile importante è l’obiettivo principale della società”.

Tu sei anche responsabile sviluppo rugby del club e fai parte della commissione regionale Lazio. In questo senso cosa bolle in pentola?

“Si, è nata una commissione per capire come si può sviluppare al meglio il rugby nella nostra regione. Un qualcosa che è utile perché da li si passa ai club, i quali a loro volta ne traggono beneficio. E’ conseguenza l’arricchimento per la nostra realtà”.

Infine la domanda di rito. Dove può arrivare il Crc in questa stagione?

“Come atleta ti dico che possiamo fare bene, ma dipende sempre dalle persone. Abbiamo le carte in regola per fare un’ottima stagione. Ci sono giocatori che lavorano e compagni che si sacrificano per ottenere i risultati. Mi aspetto il meglio, vedremo quello che accadrà. Da responsabile sviluppo club, stiamo percorrendo la strada giusta. Bisogna lavorare duro e avere obiettivi molto chiari: fare crescere i bambini a livello tecnico e umano, insegnare loro il rispetto per gli altri e credere in se stessi. Sulle progettualità la strada è dura, ma se si lavora in un certo modo i traguardi possono essere centrati. Faremo il salto di qualità soltanto se ci sarà aiuto di tutti”.

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