“Uomini e Piante”, 32 personaggi accomunati dall’incontro folgorante con una pianta

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“Uomini e Piante”, un libro sulla passione, sul cambiamento e sulla rinascita: abbiamo avuto il piacere di vederlo presentato dalla scrittrice Lucilla Zanazzi a Terme in Fiore. Esperta, ma prima di tutto amante, delle piante, Lucilla Zanazzi è, fra le altre cose, curatrice della Festa delle Rose di Castel Giuliano.

“Uomini e Piante” parla di ben trentadue personaggi, raccolti in tutta Italia come meravigliosi fiori di un mazzo, che hanno rivoluzionato la loro vita grazie all’amore per le piante. Da grandi proprietari di società a contadini con la quinta elementare, tutti e trentadue sono accomunati dall’incontro folgorante con una pianta. Come fa notare il moderatore e organizzatore Stefano Borghetti, il libro è dedicato ad Ippolito Pizzetti, che per Lucilla Zanazzi è stato concime della sua passione, una passione che anche in lei, come nei protagonisti del suo libro, ha lentamente messo le radici a partire dalla primissima gioventù. “Anche io ho avuto un nonno che mi ha avviato all’amore per la terra – ci ha confidato infatti la scrittrice – e quando Ippolito Pizzetti ha cominciato a scrivere sull’Espresso quell’amore è riaffiorato”.

Da cosa nasce l’idea, o l’esigenza, di scrivere questo libro? 

“In realtà l’idea non è partita da me, fu una casa editrice a contattarmi per scrivere un libro sul collezionismo. Si rivolsero a me perché conosco praticamente tutti in Italia, ma mi rifiutai di scrivere un libro del genere e preferii raccontare le storie dei miei amici. Ci ho messo tanto, tre anni, un po’ perché ho girato tutta Italia, un po’ perché non ho la patente, ma è stato un viaggio bellissimo, che mi ha arricchita, e che racconto sempre prima di ogni intervista.La casa editrice che mi aveva contattata ha venduto proprio quando dovevo firmare il contratto e gli acquirenti hanno cancellato la collana, ma per fortuna ho trovato Derive e Approdi, che ha l’unica collana in Italia dedicata alle piante. A parte questo– continua –mi interessava anche indagare l’origine di una passione, infatti nel libro si parla molto di DNA, di quel fattore che abbiamo dentro e che prima o poi viene fuori. Ho scoperto che la passione si propaga anche per trasmissione; viene fuori che questa trasmissione non accade quasi mai in forma diretta, c’è come un salto generazionale epassa dai nonni ai nipoti. Questo si può spiegare notando come i genitori si impegnino spesso a mettere i confini, mentre i nonni a rivelare l’infinito, a far scoprire l’amore per le cose‘inutili’.”

Conosceva già tutti i personaggi che ha intervistato o c’è stato qualche incontro inaspettato?

“In realtà li conoscevo tutti, non tutti di persona, ma sapevo chi contattare. È stata un’esperienza molto bella, come se avessi fatto una vacanza di tre anni in giro per l’Italia”.

Fra i tanti personaggi del suo libro abbiamo avuto il piacere di averne uno in esposizione: Marzia Milano con i suoi Pelargoni.

 

Lorenzo Piroli

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