Hoyamia, l’arte dell’hoya

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Una produzione interamente dedicata alla Hoya quella di Silvia Bellini, tra gli espositori presenti sabato e domenica a Civitavecchia in occasione delle “Terme in fiore” con alcuni particolari esemplari della sua azienda “Hoyamia”.

 

Quali sono le eccellenze delle vostre coltivazioni che intendete esporre?

“La nostra produzione è composta interamente da esemplari di Hoya, tutte riprodotte per talea (un particolare metodo di moltiplicazione delle piante, ndr).

 

Quali sono le tecniche di riproduzione, coltivazione e cura delle piante che operate?

“Pur essendo possibile riprodurre le hoya anche per semina, il metodo della talea consente una radicazione ottimale sotto l’aspetto qualitativo. Le piante impiegano circa sei mesi a radicare e poi si procede all’invaso. Per arrivare ad ottenere un esemplare di Hoya ben sviluppato, quindi, può essere necessario attendere anche un anno e mezzo”.

Vi sono degli esemplari particolari all’interno delle vostre coltivazioni?

“A dire il vero non c’è un vero e proprio esemplare particolare, perché molto dipende dai gusti e dalle tendenze del momento. In questo periodo è molto richiesta l’Hoya imperialis, che produco in tre tipologie di colori: bianca, rosa e rossa. Personalmente l’esemplare che preferisco e che ritengo veramente particolare è la Hoya caudata, molto caratteristica per i suoi fiori pelosi e i suoi intensi pistilli. Senza dubbio un esemplare di pregio nella mia produzione”.

Per saperne di più visita la scheda dell’espositore Hoya Mia su termeinfiore.it

Ma. Ga.

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