La Asl. “Nessun allarme tumori a Civitavecchia”

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CIVITAVECCHIA – “Nessun allarme tumori a Civitavecchia”. Lo dichiara la Regione Lazio dopo i dati pubblicati sul nuovo sito della Regione “Stato di salute della popolazione residente nella Regione Lazio” e diffusi poi dal Dottor Giovanni Ghirga, oltre che dalla stampa locale.

“Il nuovo sito della Regione è uno strumento di informazione sullo stato di salute della popolazione residente nella Regione Lazio che contiene dati e infografiche utili agli operatori del settore e agli amministratori per scopi di programmazione sanitaria. Il sistema offre un quadro sintetico dello stato di salute della popolazione residente nella Regione, in una singola ASL, un Distretto, un Comune. La lettura dei dati tuttavia non è immediata per i non addetti ai lavori ed è per questo che la Regione Lazio ha in programma di realizzare una serie di incontri con le ASL e con i Comuni per una guida all’uso di questo innovativo strumento, e in particolare per una corretta lettura dei dati. L’articolo apparso sulla stampa locale dal titolo allarmante ‘Tumori, un bollettino di morte’ non fa un buon servizio alla cittadinanza. Per varie ragioni. L’articolo, con un titolo allarmista denuncia eccessi di tumori in alcuni comuni della ASL Roma4 (Civitavecchia, Tarquinia e Montalto), ma chi lo fa non sa leggere ed interpretare i dati”.

“Il sito è molto articolato – prosegue la nota della Asl – e, per ogni sezione, permette di scegliere gli indicatori da visualizzare. Il numero di casi di una specifica patologia, non consente di fare confronti tra aree poiché ovviamente è correlato al numero di abitanti e deve tener conto della distribuzione per età della popolazione. Se una popolazione è più vecchia sono attesi più casi di una determinata malattia o più decessi per una determinata causa. Quindi i dati vanno resi confrontabili e questo in epidemiologia è possibile attraverso la procedura così detta di standardizzazione dei tassi. Il sito infatti permette di scegliere come indicatore il tasso standardizzato o la misura del rischio relativo che non è altro che il rapporto tra il tasso standardizzato dell’area di interesse ed il tasso standardizzato della Regione. Se si leggono i dati correttamente i dati allarmanti riportati nell’articolo si ridimensionano molto e si può verificare, attraverso un’attenta lettura ed incrociando diverse informazioni, che i Comuni citati hanno tassi di incidenza di tumori e di mortalità per molte cause comparabili ad i dati regionali. Per esempio l’incidenza media di tumori nel Comune di Civitavecchia nell’intero periodo di osservazione è pari a 757×100,000 (I.C.95% 653-876) negli uomini e 534 x100,000 (I.C.95%458-622)”.

Questi, dunque, per la Asl Roma 4, i dati di riferimento per capire se tali dati sono in eccesso o meno rispetto a quelli del Lazio. ”Per fare questo è necessario andare nella sezione ‘Tumori’ dedicata ai confronti tra ASL e distretti sanitari. Nella ASL Roma4 l’incidenza di tumori nei maschi negli anni più recenti 2016-2017 è effettivamente superiore alla media regionale del 6% nei maschi (RR=1.06, I.C.95%1.02-1.11) e pari al dato regionale nelle donne (RR=0.99). Il dato di mortalità per tutti i tumori (sezione Mortalità) mostra invece per la ASL Roma4 un dato in linea con quello regionale sia negli uomini (RR=1.01, IC95% 0.92-1.10) che nelle donne (RR=1.02. IC95% 0.95-1.09) Analizzando in dettaglio l’incidenza di tumori per causa si scoprono dei dati interessanti: nei maschi l’eccesso osservato è attribuibile quasi interamente al tumore della prostata (RR=1.20, I.C95% 1.08-1.33), mentre l’incidenza degli altri tumori più frequenti negli uomini, tumore del polmone e tumore del colon retto) è pari alla media regionale. Nelle donne non si osservano incrementi di incidenza per nessuna delle sedi a maggior incidenza (mammella, polmone, colon-retto). l tumore della prostata è uno dei tumori più frequenti negli uomini (circa 20% di tutti i tumori) e l’eterogeneità tra aree geografiche dipende in parte dall’offerta di screening. L’incidenza della malattia ha subito un forte aumento nel nostro paese in concomitanza con la diffusione del dosaggio dell’Antigene Specifico della Prostata (PSA) dai primi anni ’90”.

“Molti studi osservazionali – va avanti la Asl – evidenziano che la frequenza della malattia è molto aumentata rispetto al periodo precedente la diffusione del PSA come test di screening, anche se i dati del Lazio mostrano una tendenza alla riduzione dell’incidenza negli anni. Inoltre diversi studi osservazionali (basati sulla registrazione passiva delle attività cliniche) mostrano che non vi è evidenza riguardo alla capacità dello screening di ridurre la mortalità per questa patologia. Una delle possibili interpretazioni dell’osservato aumento di incidenza di questo tumore nella ASL Roma4 potrebbe essere attribuito, almeno in parte alla maggiore offerta di screening. Il dato interessante e che dovrebbe far riflettere è che la mortalità per Tumore della prostata nella ASL Roma 4 negli anni 2016-2017 è la più bassa della regione (RR=0.74, I.C.0.54-0.93”).

La Direzione aziendale e il Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 4, intendono tranquillizzare i cittadini che si sono preoccupati dopo la lettura dei dati. “Niente allarmismo, bisogna solo dotarsi di una particolare attenzione per leggere dei dati che sono stati messi a disposizione di tutti proprio per trasparenza, ma che non vanno letti in modo superficiale”.

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