Al carcere di Borgata Aurelia i detenuti diventano “coach” a sostegno dei compagni

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CIVITAVECCHIA – Nella Casa Circondariale di Borgata Aurelia a Civitavecchia, nei locali della didattica, si è svolto l’incontro per la chiusura del III Corso di Peer Supporter, cioè il Progetto fortemente voluto dalla ASL Roma 4 teso sia alla crescita personale sia a i destinatari finali e cioè i detenuti in fase di fragilità psicologica o di effettivo disturbo psichiatrico.

Diventare “coach” per sostenere i compagni detenuti più fragili è l’opportunità offerta ad alcuni detenuti che proprio oggi hanno portato la loro commossa testimonianza davanti a un pubblico fortemente coinvolto emotivamente che ha quindi compreso il grande valore terapeutico e etico di questo progetto .

Si è trattato del momento di più alta emozione della mattina perché l’effetto del Progetto è quello di far emergere la parte migliore di noi che troppo spesso è nascosta nel più profondo inconscio e che riaffiora solo attraverso forti traumi e dove il ruolo di “Supporter” può anche arrivare a salvare una vita.

“Il nostro Corso di Peer Supporter è un modello talmente efficace che è stato replicato non solo nel Lazio, ma anche a livello nazionale – ha dichiarato orgogliosamente il Direttore Generale della ASL Roma 4 Giuseppe Quintavalle – e presto in questa Casa Circondariale arriverà un Camper per le Mammografie, un dermatologo per la mappatura dei nei e qualsiasi altra esigenza dermatologica e avvieremo una efficace prevenzione per il diabete. La Carta dei Servizi si traduce in fatti concreti e non parole: finalmente il detenuto è trattato come si deve ad un cittadino del nostro Paese.”

“I risultati significativi e soddisfacenti di quello che si sta facendo sono il prodotto di un felice lavoro di squadra tra l’Amministrazione penitenziaria, la ASL, la Polizia Penitenziaria, il DSM, il Centro Diurno, il Garante dei Detenuti della Regione Lazio e gli psicologi” ha dichiarato Patrizia Bravetti, Direttore della Casa Circondariale , nel suo discorso di saluto che ha aperto l’Incontro odierno. “Da soli non si va da nessuna parte e con questa squadra abbiamo trovato la soluzione per occupare correttamente il tempo umano e detentivo che è anche, molto spesso, occasione di cura e recupero personale per chi ha problemi psicologici e psichiatrici“.

L’incontro è stato concluso dalla Responsabile del Progetto “Fortezza” con la presentazione del Laboratorio teatrale, cioè il teatro come strumento di prevenzione e riabilitazione del disagio psichico e dei disturbi da uso di sostanze negli Istituti penitenziari di Civitavecchia in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 4 nella Sezione di Infermeria della Casa Circondariale e presso la Casa di Reclusione.

Al termine della Presentazione è stato proiettato un trailer del lungometraggio “Fortezza” che dovrà promuovere l’integrazione e inclusione sociale e prevenire il disagio psicologico.

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