Bambino sfida la scienza e festeggia il suo primo compleanno

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Il bambino “miracolo” ha sfidato i più scettici. I medici consigliarono ai suoi genitori di abortire quando avevano scoperto la sua condizione notando che era sprovvisto della maggior parte del cranio e del cervello. Per Jaxon Emmett Buell, questo il nome del piccolo, non c’erano grosse aspettative di vita. Ma questo piccolo combattente ha sfidato tutte le previsioni e ora ha appena festeggiato il suo primo compleanno. I medici avevano dato loro la possibilità di interrompere la gravidanza alla ventitreesima settimana, ma la giovane coppia, che è contro l’aborto, ha deciso di farlo nascere nonostante i problemi. Uno su circa 4859 bambini nascono negli Stati Uniti con la stessa condizione ma la maggior parte muoiono in utero o subito dopo la nascita. Il bambino prodigio è sopravvissuto alla gravidanza ed è nato con parto cesareo il 27 agosto 2014. Pesava meno di due chili e ha trascorso le sue prime tre settimane collegato a tubi multipli in un reparto neonatale di terapia intensiva al Winnie Palmer Hospital, in Florida, mentre i neurochirurghi cercavano di capire le sue condizioni. Per Jaxon ogni giorno potrebbe essere l’ultimo, ma i suoi genitori dicono che sono felici di aver deciso di farlo nascere lo stesso. Sono in tanti a dare una mano a questa coppia speciale perché il piccolo ha problemi davvero importanti legati alla sua sopravvivenza. La mamma dice che il sostegno che trova nella pagina di Facebook le riempie il cuore, sono in tantissimi a voler bene a questo piccolo combattente. “Anomalie gravi dei feti e rischi per la salute fisica e psicologica della donna – commenta Giovanni D’Agata, presidente dello ‘Sportello dei Diritti’ – sono spesso citati come ragioni valide per giustificare l’aborto di bambini la cui vita potrebbe essere non degna di essere vissuta e che sperimenteranno sofferenze insopportabili. Nonostante ciò, i coraggiosi genitori del piccolo Jaxon Emmett Buell hanno deciso di portare il loro figlio all’esistenza anzichè procurargli la morte”.

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