“Asl informa”: la prevenzione sui disturbi alimentari

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La Dott.ssa Patrizia Angeletti, psicologa psicoterapeuta del Centro Salute Mentale ASL Roma4 con incarico di alta specializzazione nella valutazione e intervento dei Disturbi del Comportamento Alimentare, ci spiega la complessità dei disturbi alimentari, da dove derivano e come si possono riconoscere e prevenire.

“In questi ultimi dieci anni, gli operatori della salute mentale dell’ ASL Roma 4, hanno riscontrato un crescente aumento della patologia anoressica e bulimica che insieme, rappresentano uno dei fenomeni contemporanei in crescente aumento, in perfetta proiezione con i dati nazionali e internazionali. Le cause dei disturbi alimentari non sono ancora ben definiti, sono sicuramente multifattoriali, comprendenti cioè sia cause psicologiche che biologiche. Se consideriamo le percentuali a livello epidemiologico, dei disturbi alimentari, non si può non tener conto di tale fenomeno senza analizzarne la complessità che lo definisce e considerarlo come il risultato dell’interazione di aspetti sociali, individuali e familiari.
Se valutiamo Il momento storico ed economico- sociale attuale e osserviamo attentamente, ad esempio, quello che passa la tv, magari mentre guardiamo un film, notiamo che i messaggi pubblicitari e anche subliminali che ci arrivano, sono contraddittori e anche paradossali, si viene invitati a consumare in maniera eccessiva e compulsiva qualsiasi tipo di bene si abbia a disposizione e, non per ultimo, anche un certo tipo di cibo, non particolarmente salutare. Contemporaneamente, messaggi visivi che arrivano, mostrano perlopiù corpi perfetti, scolpiti e seducenti, modelli da seguire per essere ok con gli altri e poi, anche con se stessi. Se poi ci inoltriamo nel web troviamo un coacervo di coach improvvisati che invitano a seguire i loro consigli giusti o meno. Insomma… il nostro cervello ha un bel da fare nella decodifica di questi imput e non sempre ne è capace.
Detto questo, tutti sappiamo che Anoressia e Bulimia insorgono prevalentemente in età adolescenziale e con un’alta incidenza tra le ragazze rispetto ai ragazzi…sappiamo anche che tutti i ragazzi sono alti utilizzatori e navigatori del web dove spesso, come già detto, possono entrare in siti pericolosi che incitano alla magrezza e che possono rivelarsi altamente lesivi per molte situazioni a rischio di disturbi del comportamento alimentare.
Alla luce di tutto questo, come poter conoscere meglio, un po’ in profondità questo problema dilagante che insidia i nostri adolescenti e non? Vediamo di poter indagare meglio. Iniziamo con l’adolescenza, età più a rischio e tipica fase della vita in cui l’identità è in formazione e si cerca una propria individuazione rispetto alla famiglia di origine, per passare dall’infanzia all’età adulta. Uno dei comportamenti che solitamente si agisce per individuarsi è un’opposizione per tutto quello che dalla famiglia di origine viene proposto e tutto quello che ha caratterizzato la vita di ciascun individuo fino a quel momento: nelle adolescenti anoressiche e bulimiche questa opposizione prende la forma del rifiuto (del cibo nelle anoressiche, vomito autoindotto nelle bulimiche).
Allo stesso tempo però il rifiuto del cibo nel caso delle anoressiche e la mancanza di nutrimento per il corpo, sembra agire nella direzione opposta al bisogno di individuazione, di affermazione e di crescita, inglobando anche l’ aspetto della propria identità corporea femminile, dello sviluppo della sessualità e dei comportamenti che lo definiscono. E’ in questa ambivalenza che risiede la sofferenza delle ragazze anoressiche, cioè la contrapposizione tra il bisogno di crescere e l’impossibilità di farlo. Il rifiuto del cibo sembra rappresentare la migliore modalità per assolvere entrambe i compiti. Noteremo così, come la sintomatologia corporea, non è altro che la punta di un iceberg di un mondo sommerso di conflittualità irrisolte e di sofferenze individuali e relazionali. Il corpo viene utilizzato per comunicare quello che con la voce non si riesce a dire, il corpo traduce stati emozionali profondi e quindi di difficile accesso e comprensione.
Le dinamiche individuali trovano la possibilità di essere comprese e dotate di significato se si va a conoscere il contesto relazionale e familiare in cui sorgono e i valori che li influenzano. Sarà necessario un percorso psicoterapeutico individuale, coinvolgendo anche la famiglia, perché in questi nuclei sussiste una labilità dei confini tra gli individui, con conseguente confusione delle funzioni e ruoli. Non ci sono ne’ autonomia ne’ spazi personali. L’iperprotettività della famiglia verso l’anoressica viene usata come copertura, ha la funzione di occultare ogni altro problema, conflitto o dolore difficile da affrontare.
Pertanto gli evitamenti con conseguente mancanza di risoluzione dei conflitti fanno si che il disaccordo non emerga. Tutto è coperto… Si può capire, adesso, come le anoressiche per non tradire le regole familiari attivino così, comportamenti ambivalenti nel tentativo di esprimere i loro bisogni, ma non tradendo quelli dei genitori. La paziente, in tutto questo agire, è così la portatrice di un blocco evolutivo sia individuale che del sistema familiare intero.
Nella ASL ROMA4 per quanto riguarda l’anoressia e la bulimia si garantisce alle pazienti un primo screening valutativo medico-psicologico presso il SIAN (Servizio Igiene Alimentazione e Nutrizione) sito in via Terme di Traiano 28, e un orientamento verso percorsi specifici sulla base dello stato presentato”.

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