Il fascino della storia riemerge da Navalia

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CIVITAVECCHIA – Proseguono tutte le mattine, fino al 10 febbraio prossimo, le visite guidate tenute dagli archeologi subacquei dell’Università Romatre a NAVALIA, la Mostra di Archeologia Navale Sperimentale che da questa estate appassiona sempre di più, tanto da essere alla sua seconda edizione. Navalia deve sicuramente il suo successo di pubblico al fatto di essere interattiva e la prima in assoluto a mostrare il funzionamento di macchine e apparati appositamente ricostruiti, allo scopo di facilitare la comprensione ai suoi visitatori sulle notevoli capacità degli antichi di navigare per mari e oceani. Al suo interno Mario Palmieri, Responsabile tecnico del Centro Archeologico Studi Navali (CASN-LANS), già da qualche tempo sta organizzando diverse conferenze su argomenti relativi all’idraulica e alla navigazione, connessi alla città di Civitavecchia.
“Sabato 23 gennaio 2016 è venuto a far visita alla mostra anche il Dott. Flavio Enei, Direttore del Museo del Mare e della Navigazione Antica di Santa Marinella insieme ad una delegazione del Gruppo Archeologico Cerite (GATC), che ho avuto il piacere di accompagnare in una coinvolgente visita guidata”, informa Mario Palmieri secondo cui “la visita ha rappresentato un viaggio a ritroso nel tempo sia per il Museo del Mare che per il CASN-LANS, dato che per molti anni abbiamo collaborato e lavorato insieme, introducendo in Italia interessanti studi sulle tecniche di costruzione navale antica, sulle tecnologie e metodi utilizzati dalla navigazione greco-etrusca e romana a livello sperimentale.”
Proprio da questi studi sono giunti a significative conclusioni sulla navigazione e l’idraulica navale. “Importanti Macchine ed Apparati, presenti all’interno di Navalia – aggiunge Palmieri – sono stati realizzati dai laboratori civitavecchiesi del CASN – LANS, rappresentando a tutt’oggi il sito più aggiornato sull’idraulica navale antica al mondo. Il monitoraggio e lo Studio attento, effettuato negli anni, di molteplici relitti sparsi in tutto il Mediterraneo, grazie alla collaborazione con Università e CNR stranieri hanno permesso al CASN-LANS scoperte ed acquisizioni aggiornatissime: l’idraulica navale romana era in pieno possesso di tutti i principi e sistemi di movimentazione ed espulsione dell’acqua, attualmente impiantati nelle nostre Navi più moderne. Infatti nella Mostra si passa dalle pompe a stantuffo alle antesignane delle giranti, sino ad arrivare alle turbine di Archimede.”
Dalle riflessioni nate nel corso della visita con il Dott. Enei, continua Palmieri, “è emersa in tutta evidenza l’importanza delle macchine che svuotavano le sentine delle navi romane mettendo in sicurezza la navigazione; oltre a dare la possibilità e la tranquillità ai viaggi d’alto mare, risultano al momento l’unico sistema comprensibile per la navigazione di quei tempi.”
Fa notare, inoltre, Palmieri che “le Flotte romane erano pienamente in grado, dopo la vittoria sulla grande marineria Cartaginese, di effettuare abitualmente traversate oceaniche fino all’India e alla Cina. Spesso pensiamo alle legioni romane spinte fino ai confini della Britannia, dell’Africa, dell’India e dell’Estremo Oriente, ma in pratica, Roma fu espressamente una grande Potenza Navale che seppe impadronirsi dei Mari e sfruttarli come non si era mai visto, inserendo il Diritto e la Legge anche alla Navigazione, debellandone le Piraterie. Ed è incredibile pensare – conclude – che c’è stato un lungo tempo dove equipaggi misti composti da: comandanti greci, militari italici, marinai gallo-iberici, rematori africani, celti o germani potevano navigare insieme, sentendosi tutti unicamente Romani.”

Antonella Marrucci

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