Via Giordano Bruno. Mecozzi: “Ci voleva il Tribunale per convincere il Tribunale a intervenire?”

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CIVITAVECCHIA – “Ci voleva una sentenza del Tribunale per intimare al Comune di intervenire per eliminare il pericolo che provoca costantemente la voragine che si è aperta un anno fa il via Giordano Bruno?”. Se lo domanda il Consigliere comunale di minoranza Mirko Mecozzi secondo cui appare difficile capire “perché in una situazione simile, dove il pericolo alla pubblica incolumità non sta assolutamente in discussione, non si sia ricorso da subito al procedimento della Somma Urgenza prevista dalla legge che autorizza immediatamente gli interventi manutentivi quando sono caratterizzati da urgenza improrogabile finalizzata alla tutela e sicurezza della pubblica incolumità”.
“A quest’ora – afferma Mecozzi – sarebbe già stato tutto ricondotto alla normalità e forse già individuato l’organo competente per il recupero delle spese sostenute qualora, ma non credo, si fossero riscontrate responsabilità non a carico del Comune. Ad oggi, nonostante i proclami, la situazione stagna, il pericolo dei crolli e’ sempre presente insieme a tutti i miasmi che provengono dalla voragine, che inducono gli abitanti della zona a sentirsi prigionieri in casa con le finestre ben serrate e porte chiuse per non far entrare i cattivi odori. Inoltre ad appesantire la questione incide la chiusura al transito dei veicoli su Via Battisti che sta determinando danni economici agli operatori commerciali della via grazie anche ad un Ordinanza Sindacale che per essere revocata, per come stanno andando a rilento le cose, necessiteranno tempi biblici. In compenso ogni tanto lo speleologo visita il sito, azione questa apprezzabile che però non basta a tranquillizzare i cittadini sui quali pende, senza soluzione di continuità, la spada di Damocle del rischio oggettivo di potersi ritrovare da un momento all’altro, con i dovuti scongiuri, nelle stesse condizioni di quei cittadini romani, che hanno visto qualche giorno fa, sgretolarsi in una nuvola di polvere la propria casa a causa di una perdita idrica nel sottosuolo, e fortunatamente non si sono registrati danni alle persone”.
“La prevenzione – conclude – è il primo elemento di garanzia che una pubblica Amministrazione dovrebbe adottare a tutela dei cittadini, ma nel caso specifico si ha impressione che qualcosa nel meccanismo di prevenzione e controllo messo in atto non abbia funzionato o si sia assopito. In conclusione invito questa Amministrazione comunale ad accelerare il procedimento, per dare con speditezza soluzione ad una incresciosa situazione ritenuta ad oggi, da parte dell’opinione pubblica, non più sostenibile”.

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