Vertenza Helyos: c’erano una volta i diritti dei lavoratori

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CIVITAVECCHIA – La prevista riduzione delle ore lavorative per i servizi di pulizia e hostess negli uffici comunali, annunciata ieri dalla nuova società vincitrice dell’appalto, la Sgm Scala Interprise srl, nell’incontro con i sindacati, ha mandato inevitabilmente su tutte le furie i lavoratori ex Helyos in procinto di essere riassorbiti. Secondo quanto definito nell’appalto sarebbero infatti ben 15.000 le ore di lavoro in meno previsto all’anno, con conseguente riduzione degli stipendi per i dipendenti.
Al loro fianco, disconoscendo con forza il verbale di incontro siglato ieri con l’azienda dai sindacati confederali unitamente alle Rsa, l’Ugl territoriale, che parla di verbale “sconcertante e irricevibile”, in considerazione delle “tantissime anomalie procedurali della gara espletata – affermano Fabiana Attig e Fabio Paesani – e del mancato rispetto del capitolato di appalto come ad esempio all’art.1 ‘l’appalto è unico ed indivisibile’ e all’art. 10 tutela dei lavoratori art. 4 del CCNL che disciplina l’avvicendamento degli appaltatori: il passaggio dei lavoratori a condizioni e prestazioni ‘a parità di termini, condizioni e prestazioni contrattuali’.
“In concreto – proseguono – la scrivente organizzazione, che avversa le attuali condizioni illustrate dall’amministrazione Comunale e dalla nuova società, sosterrà in tutte le sedi opportune la “parità di termini, condizioni e prestazioni contrattuali”, di tutti i lavoratori. Siamo fortemente consapevoli dello scontro vertenziale a cui si andrà incontro ma, al contempo l’Ugl non presterà il fianco a squallidi giochetti di palazzo. Orami è consolidato e confermato dalla Suprema Corte, che la modifica dell’orario di lavoro, delle mansioni, delle condizioni del contratto di lavoro, non può essere imposta al lavoratore ma può essere attuata solo con un accordo tra le parti. Accordo tra le parti che, data la particolare natura del rapporto datore di lavoro/lavoratore, deve essere provato per iscritto. Ad oggi oltre le tantissime chiacchiere e ai rimpalli di responsabilità, di scritto non c’è nulla, neppure le tanto sventolate integrazioni contrattuali cui faceva riferimento il Sindaco durante il recente Consiglio comunale aperto. In merito poi alla legittimità procedurale dell’appalto, l’Ugl, ha sempre dichiarato illegittima la riduzione dell’orario di lavoro scaturito dal presente appalto, ed invita la nuova società subentrante, la Sgm Scala Interprice Srl a non procedere in alcun modo in assenza di un accordo scritto dal quale si evinca il consenso di ogni singolo lavoratore ad accettare eventuali ribassi di parametro (orari). Non soltanto facciamo presente per coloro che intendessero fare fughe in avanti con accordi unilaterali, che neppure un eventuale accordo sindacale, se privo del consenso individuale del singolo lavoratore, può autorizzare e legittimare l’azienda subentrante a modificare l’orario di lavoro preesistente”.
“In conclusione – concludono Attig e Paesani – la scrivente organizzazione avendo ricevuto mandato dai propri iscritti di non sottoscrivere nessun accordo che contempli tagli di qualsiasi natura salariale in particolare per quelli minimi di contratto, invitiamo il responsabile del procedimento RUP dott. Ing. Pierluigi Carugno a soprassedere la stipula del contratto con la Sgm Scala Interprise srl  in regime di autotutela e, di proseguire con la proroga verso il Consorzio Unilabor fino a quando tutta la vertenza non sarà definita unitamente alla documentazione di comprovata legittimità dell’azienda entrante, come ad esempio il Certificato antimafia ad oggi ancora sconosciuto”.

Dure critiche all’Amministrazione comunale anche da parte del locale Movimento Democratici e Progressisti: “Civitavecchia – afferma il circolo in una nota stampa – non può più permettersi di perdere un solo posto di lavoro e di consentire offese nei riguardi di chi lavora. Città e politica, non possono più trascurare la gravità di questa situazione che coinvolge le lavoratrici ed i lavoratori, vittime di errori previsionali ed aberrazioni di scarsa lungimiranza e sensibilità al cittadino nella gestione di una Gara di Appalto da parte dell’Amministrazione comunale che, anche in questo caso, ha dimostrato tutte le sue colpevoli lacune avviando la gara per lo svolgimento del servizio di pulizia ed hostess, ponendo a parametro di riferimento un quantitativo di h. lavorative 87.820 anziché h. lavorative 103.000 corrispondenti a quelle del precedente appalto, cosa che ha comportato la proporzionale proposta di riduzione delle ore lavorative e quindi dei relativi compensi che, pur facendo riferimento alle previsioni di cui al CCNL, finiscono per essere un vero e proprio schiaffo alla dignità dei lavoratori. E nel frattempo – conclude il Movimento – l’Amministrazione Cozzolino convoca per il giorno 30 Marzo un tavolo per il lavoro e lo sviluppo. Iniziativa encomiabile anche se in netto ritardo rispetto alle dinamiche del lavoro locali, ma dalla dubbia efficacia nel momento in cui i fatti stanno a dimostrare l’incapacità di gestione e programmazione di questa Amministrazione come la vicenda dei lavoratori Helyos sta ad attestare”.

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