“Una città troppo rumorosa”

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CIVITAVECCHIA – Spett/le Redazione,
fra i tanti inquinamenti che appestano questa nostra città, vorrei ritornare su quello non meno dannoso, ma di cui poco ancora si parla, e che meriterebbe, invece molta più attenzione perché, a differenza degli altri, somma al rischio fisico l’aggressione al nostro sistema neurovegetativo (e quindi al nostro equilibrio mentale).
E’ il rumore e più specificatamente l’inquinamento acustico urbano da cui nessun centro abitato oggi purtroppo quasi più si salva.
Siccome è scientificamente acquisito che “il rumore non limita i suoi effetti nocivi all’apparato uditivo, ma può contribuire a disturbi cardiovascolari, respiratorii, digestivi ed indurre a disturbi neuropsicologici e psicosociali a vari livelli di reazioni individuali”, non mi risulta che qui da noi sia mai stata fatta una ricerca mirata. Esiste solo una meritoria indagine “fisica”, condotta negli anni ‘97/99 (sic!) da un nostro esimio studioso concittadino, organico alla 2° università di Tor Vergata e presentata fin dal 20 Maggio 2000 ad uno specifico convegno in città (Aula Paolo VI ), sui livelli di rumorosità urbana e che, al di là dei numeri che non è il caso di riportare, concludeva pressappoco in questi termini: “a Civitavecchia il maggiore inquinamento acustico è dato dal traffico leggero e pesante in cui ben il 40% dei veicoli circolanti è risultato modificato (N.B: un motorino modificato emette rumore 20 volte più che un’auto “regolare”, mentre non modificato 10 volte!). Nell’area urbana il 60% dell’abitato è fuori norma dai limiti acustici fissati dal D.P.R. n° 459 del 18 Novembre 1998) di oltre 10 dBA (unità di misura della pressione sonora in decibel) mentre del restante 40% ben il 75% è fuori di oltre 5 dBA”. Il dato che più ha stupito è che “è risultato che le zone residenziali soffrono del maggiore inquinamento acustico di oltre 10 dBA rispetto alle industriali!”.
Posto che ogni aumento di 3 dBA equivale ad un raddoppio della pressione sonora, forse un breve pro-memoria può aiutarci a meglio capire in quali martellamenti viviamo: il “silenzio” di una biblioteca arriva a 25 dBA – a 60 dBA siamo già ad una conversazione vicina e continua in toni normali (rumore fastidioso e molesto che può disturbare il sonno ed il riposo) – a 70 è come se avessimo un aspirapolvere in funzione a tre metri – 80 li ritroviamo in una strada ad intenso traffico (rumore che disturba ed affatica e può procurare nel tempo danni psichici ed uditivi) – 90 è il livello di un antifurto d’auto (se frequente provoca danno psichico e neurovegetativo) – 100 li produce un martello pneumatico – 110 li troviamo in discoteca o dal motore acceso di una motocicletta vicina (qui prevalgono i danni fisici all’apparato uditivo su quelli psichici) – 120, ma giusto per offrire un limite, è il rumore di un aereo in fase di decollo.
A Civitavecchia, dunque, è emerso che: (qualche dato in ordine sparso per farsi un’idea: a Porta Tarquinia “soffrono” con 73,9 dBA di giorno e 62,9 di notte (la legge ne prevederebbe 65 di giorno e 55 di notte !) – simile inCorso Marconi, Viale Garibaldi e della Vittoria, ma anche Viale Lazio e Via Aurelia Sud “si difendono” con 73.0 e 65.1 – Viale Baccelli oscilla(va) fra i 75,9 ed i 70,7 di giorno e 63,6 e 62,7 di notte – Via del Tiro a Segno 59,5 diurno e 52 notturno . Insomma direi che “eravamo ben combinati” (e oggi non meglio di sicuro!) e lo saremo ancora peggio se il Comune non s’affretta a “zonizzare” la città, fissandone i vari limiti di acustica, come lo obbliga quella legge mai applicata del ’95, ma soprattutto facendola poi osservare!
Oppure vogliamo ancora attendere di diventare tutti nevrotici (con qualche ricovero alla “neuro”) prima di scongiurare quelle occasioni (ce le ricordiamo?) di spari di insofferenza sulle moto smarmittanti sotto casa o gli accoltellamenti per liti originate dalla insistenza (ed arroganza) di fracassoni incivili? Da genitori potremmo intanto incominciare a regolamentare ai figli le frequentazioni in discoteca…foss’anche per non ritrovarceli irrimediabilmente sordi a danno fatto!

Gennaro Goglia

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