Un cast d’eccellenza al Traiano per “Un’ora di tranquillità”

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CIVITAVECCHIA – Un testo dall’imprevedibile e frenetico svolgimento quello di “Un’ora di tranquillità”, piece teatrale del Francese Florian Zeller, portata per la prima volta sui palchi italiani da Massimo Ghini alla sua prima regia.
Un testo che ha portato sul palco del Teatro Traiano un cast d’eccellenza: da Claudio Bigagli a Massimo Ciavarro, da Alessandro Giuggioli a Gea Lionello, da Galatea Ranzi a Luca Scapparone, fino, ovviamente, allo stesso regista e interprete Massimo Ghini.

“Un’ora di tranquillità” è una commedia che, come ci ha detto Ghini, “nasconde una fotografia, cinica, ma reale, del mondo, della società, della famiglia”, una commedia tipicamente francese che ruota attorno a sette personaggi, in quella che dovrebbe essere solo “un’ora di tranquillità”. Michel, il personaggio attorno a cui ruota tutto l’intreccio narrativo, ha trovato dopo anni di ricerche un vecchio vinile di musica jazz, ma proprio quando torna a casa per ascoltarlo, gliene succedono di tutti i colori. Il giorno atteso da anni, quello sognato in cui avrebbe finalmente ascoltato quel vecchio disco, si trasforma in un incubo senza fine interrotto continuamente dallo stravolgersi della sua vita, dal matrimonio alla paternità, dagli amori alle amicizie, fino ad arrivare alla sua stessa casa.

Una scenografia modernissima e minimale realizzata da Roberto Crea incornicia lo scenario parigino della piece, che ha mantenuto i tratti originali senza stravolgimenti nell’adattamento. L’ora di tranquillità tanto agognata si trasforma in due fitte ore di spettacolo, in una dilatazione temporale che coglie lo spettatore di sorpresa. Quella sola ora di tranquillità tanto sperata non riesce a contenere il fiume di eventi che si riversa nell’attico parigino di Michel e sfonda il tempo allo stesso modo in cui l’acqua sfonda il pavimento della casa, infrangendo un sogno atteso da anni.

I personaggi che si susseguono velocemente sono tanti, dalla moglie pronta a rivelare un vecchio segreto, fino all’amante che porta il peso del tradimento, dal figlio in cerca dell’affetto di Michel all’amico di vecchia data, padre biologico del ragazzo, da un idraulico che si finge polacco, fino al vicino di casa che polacco lo è. Una commedia esilarante, che contiene “un tempo alla Blake Edwards e un’intelaiatura alla Feydeau”, come ci ha rivelato il regista, una commedia dal successo mondiale, portata sui palchi di Francia, Italia, Canada, sempre con grandi allestimenti e grande riuscita.

Lorenzo Piroli

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