Trasversale, i Comitati rilanciano il no: “Dubbi anche in Conferenza dei servizi”

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TARQUINIA – In quello che definiscono come l’assordante silenzio della politica locale, le Associazioni ambientaliste e il Comitato per i diritto alla mobilità di Tarquinia ribadiscono la loro posizione contraria sulla Traversale in una lettera indirizzata alla Regione Lazio perché non esprima parere favorevole all’attuale tracciato.
“Il 28 aprile c’è stata la prima convocazione della Conferenza dei Servizi sul completamento della Orte-Civitavecchia – spiegano – per l’ultimo tratto che riguarda Monte Romano–Tarquinia, dove la trasversale si riallaccia all’Autostrada Tirrenica e a giorni sarà convocata di nuovo, probabilmente per esprimersi in via definitiva”.
Pare infatti che quel giorno la Conferenza dei Servizi sia stata sospesa, registrata la presenza di alcuni pareri negativi, l’assenza di altri e la complessità del progetto. Tra i pareri mancanti sembra esservi stato quello della Regione Lazio che non si sarebbe espressa attraverso una delibera unica, pur avendo già raccolto i pareri favorevoli di alcune Direzioni Generali interessate.
“Il parere della Regione avrà un peso specifico rilevante – spiegano i comitati – ragione per cui le associazioni ambientaliste nazionali, Italia Nostra e Forum ambientalista, e il Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia, hanno deciso di dar seguito alle osservazioni presentate nell’ambito del procedimento VIA e trasmetterle alla Regione, chiedendo che questa ne tenga conto e invitandola a non esprimere parere favorevole. Ricordiamo che le criticità sollevate attengono a questioni che la società proponente, Anas, non ha affatto chiarito, di fatto non esaudendo le richieste della Commissione VIA (ben 66), un fatto che dovrebbe suggerire una maggior cautela nell’espressione di pareri che potrebbero, noi ne siamo certi, rivelarsi nefasti per il nostro territorio. L’Anas infatti non ha fugato nessuno dei dubbi sollevati puntualmente dalla Commissione che il 17 giugno aveva richiesto di fornire chiarimenti e una corposa documentazione integrativa al SIA (Studio d’Impatto Ambientale) su questioni di fondamentale importanza per la tutela ambientale, quali ad esempio gli impatti potenziali, il monitoraggio ambientale e lo Studio di incidenza, uno strumento di valutazione finalizzato a garantire la conservazione dei siti di rete Natura 2000 (ZPS e SIC) direttamente interessati dal progetto preliminare che localizza il tracciato nella Valle del Mignone”.
L’Anas, nel rispondere alla Commissione, pare abbia solo rimandato alla successiva fase di progettazione, quella che dovrebbe risultare come definitiva, “ignorando o volendo ignorare il fatto che si possa ancora decidere per il non intervento, un’ipotesi che invece dovrebbe essere considerata almeno possibile, essendo il progetto in una fase valutativa, e venendo meno allo spirito delle valutazioni d’impatto ambientali e alla natura preventiva degli stessi, finalizzati appunto ad escludere danni futuri e a volte irreparabili”.
Un’altra questione che Anas, ad avviso delle associazioni ambientaliste, non avrebbe chiarito, riguarda l’Analisi Multicriteri, uno strumento utilizzato per la scelta del tracciato e della quale pare si fossero già evidenziate le carenze metodologiche.
“Ci auguriamo quindi – concludono i comitati – che, per principio di precauzione, la Regione Lazio voglia accogliere le nostre richieste ed esprimersi sfavorevolmente, o sarà di nuovo, come lo è stata per l’Autostrada Tirrenica, responsabile di una scelta che non garantisce il territorio da Lei amministrato. In caso contrario non rimarrà che attendere il decreto VIA e sperare che questo sia sfavorevole, o in ultimo rivolgersi a tutti gli organi di controllo amministrativi nazionali e comunitari e chiedere che il nostro territorio, e le sue ricchezze ambientali e paesaggistiche, vengano tutelate. Il tutto avviene con la colpevole disattenzione della politica che governa il territorio di Tarquinia e la provincia di Viterbo, impegnata unicamente in una rincorsa alle prossime poltrone delle amministrative con gli unici sforzi rivolti a riempire i giornali ed i media di comunicati del tutto autoreferenziali. Sollecitiamo anche le forze locali che si dicono di opposizione e quelle che dovrebbero avere nella propria ‘ragione sociale’ la difesa dell’ambiente e del territorio dalle inutili grandi opere, a sostenere la protesta dei cittadini ed a prendere decise posizioni contro lo scempio di questa grande opera che rischia di cambiare per sempre, in peggio, il volto della nostra terra”.

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