Tra scavi e museo: una scuola “alternativa” per i ragazzi del “Galilei”

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CIVITAVECCHIA – Gli studenti del Galilei continuano a fare scuola di novità. Dopo il progetto “Gira”, che ha visto coinvolta la sede centrale di Civitavecchia, anche la sede distaccata di Santa Marinella prende parte al progetto di alternanza scuola lavoro “Castrum Novum, NuovaMente per l’Antico”, che ha visto gli studenti del liceo scientifico e quelli del liceo linguistico collaborare per la realizzazione dello scavo archeologico di Castrum Novum a Santa Marinella e di un successivo percorso museale.
Giovedì 1 giugno, presso il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia, i docenti, i rappresentanti delle istituzioni e i ragazzi coinvolti nell’iniziativa hanno tenuto una piccola conferenza stampa per la presentazione di tale progetto. Ad introdurre la conferenza è stato il Direttore del Polo Museale del Lazio, Lia di Giacomo, raccontando della nuova organizzazione del museo civitavecchiese, divenuto: “più aperto e dialogante con le realtà territoriali e il compito del polo è quello di rendere vivo e attivo il dialogo culturale. In questa prospettiva abbiamo con grande gioia accolto le classi IV G e IV AL, che hanno allestito la propria mostra all’interno del museo”.
Tra le autorità presenti Loredana Denaro, in rappresentanza del sindaco di Civitavecchia, che, complimentandosi con i ragazzi, ha ricordato come questa iniziativa sia stata fortemente voluta dallo stesso sindaco. L’assessore alla pubblica istruzione di Santa Marinella Rosanna Cucciniello, ha invece sottolineato come questo sia “un nuovo modo di fare scuola, che valorizza il grande patrimonio culturale del nostro territorio”. Maria Teresa Bertoglio, in rappresentanza dell’ufficio scolastico regionale del Lazio, ha evidenziato come il Galilei e la dirigente Maria Zeno siano stati dei precursori in ambito di alternanza scuola lavoro: “molto prima che entrasse in vigore la legge 107 delle 200 ore obbligatorie, mostrando come l’alternanza sia un progetto formativo valido, che permette di far interagire i ragazzi con il mondo del lavoro, facilitandoli nel loro futuro”.
A conclusione gli interventi del corpo docente, oltre a quello di Maria Zeno, che ha sottolineato l’importanza della “sprovincializzazione” dei licei cittadini, quelli della referente del progetto Clelia di Liello e dell’ideatrice Ilaria Paccini, che hanno raccontato nel dettaglio il lavoro svolto praticamente dai ragazzi e di come questo tipo di progetto serva a “scardinare il vecchio sistema scolastico”. Questi ultimi i protagonisti finali della conferenza, che hanno raccontato la propria esperienza di scavo con l’archeologo Flavio Enei e poi quella della realizzazione della mostra incentrata sul patrimonio storico-archeologico laziale e integrata con manufatti artistici in terracotta realizzati da loro, testimonianza della creatività come valore aggiunto nel sistema di studio e di apprendimento.

Flavia Forestieri

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