Tirreno Power, un mese di tempo per trovare la soluzione

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ROMA – Tregua tra sindacati e Tirreno Power dopo il ritiro della procedura di mobilità da parte dell’azienda per i lavoratori di Civitavecchia, Napoli e Vado Ligure annunciato ieri al termine dell’incontro tenutosi a Roma presso il ministero dello sviluppo economico. Ma la situazione resta tesa e l’allerta dei sinsacati sempre alta, come si capisce dalla nota congiunta diramata al termine dell’incontro dalle segreterie nazionali di FILCTEM-CGIL FLAEI-CISL UILTEC-UIL.
“Il comportamento inspiegabile – si legge infatti nella nota – e a nostro avviso irresponsabile, di Tirreno Power, che a lungo ha continuato a confermare la propria posizione, ha prodotto durante il confronto anche momenti di forte tensione. Ci chiediamo come si possa, da una parte chiedere l’intervento delle istituzioni preposte per ottenere strumenti normativi ed economici necessari alla gestione della crisi in atto e al contempo insistere nel rifiutare l’invito, fatto dalle stesse istituzioni, finalizzato a ripristinare un clima più tranquillo e collaborativo, sicuramente utile per provare a trovare soluzioni sostenibili in una vertenza così complicata e drammatica. Istituzioni con le quali è indispensabile costruire un rapporto collaborativo per individuare soluzioni utili a gestire la profonda crisi in cui versa non solo Tirreno Power ma tutto il settore della generazione termoelettrica. Al termine dell’incontro, finalmente, la Società ha accettato di rivedere la propria posizione e ha comunicato il ritiro della procedura di mobilità precisando che in assenza di soluzioni alternative la stessa dovrà inevitabilmente essere riattivata per renderla operativa dal primo gennaio del prossimo anno.
La delegazione sindacale, a fronte del ritiro della procedura di licenziamento collettivo comunicata da Tirreno Power, ha deciso di sospendere lo sciopero di otto ore previsto per il 22 settembre pur mantenendo in atto lo sciopero dello straordinario fino al 19 ottobre 2016″.
Si apre così una finestra temporale di circa un mese, durante la quale le Parti sono chiamate dallo stesso Ministero a individuare un percorso condiviso per la gestione delle eccedenze, indispensabile anche per l’attivazione degli ammortizzatori straordinari conservativi da noi tutti richiesti.
“Il percorso prevede – proseguono i sindacati – sempre su indicazioni del Ministero, anche l’attivazione di tavoli di confronto territoriali alla presenza delle istituzioni locali preposte per individuare le disponibilità che ciascuna delle Parti può mettere in gioco per risolvere il problema occupazionale. A livello Nazionale verranno svolti incontri di indirizzo generale e di sintesi complessiva prima del nuovo appuntamento presso il Mise previsto per il prossimo 12 o 13 ottobre. Prima di queste data, potranno anche essere necessari incontri tecnici con i ministeri competenti per verificare il pieno utilizzo degli ammortizzatori sociali conservativi previsti. Sarà un percorso complicato, pieno di difficoltà, che comporterà inevitabilmente sacrifici e che pertanto impone a tutti un approccio costruttivo, abbandonando posizioni tattiche e preconcette. È il momento della proposta che deve essere seria, concreta e finalizzata al pieno recupero occupazionale nei tempi, speriamo i più ampi possibili, che avremo a disposizione”.
“Per questo – concludono FILCTEM-CGIL FLAEI-CISL UILTEC-UIL – chiediamo fin da subito a Tirreno Power, ai Soci di riferimento (Engie e Sorgenia) e alle istituzioni di mettere in campo ogni disponibilità, anche straordinaria, in quanto questa vertenza, per trovare una soluzione sostenibile, ne ha disperatamente bisogno. Noi, come sempre, faremo la nostra parte”.

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