Tirreno Power. “Senza un accordo tra le parti cassa integrazione a rischio”

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CIVITAVECCHIA – “Senza un accordo tra le parti cassa integrazione a rischio”. Questa la linea espressa dal Governo, nella persona del Vice Ministro Bellanova, nel corso dell’ultimo incontro tra le parti nella vertenza sui lavoratori di Tirreno Power. A riferirlo i sindacati Filctem Cgil, Flaesi Cisl e Uiltec al termine dell’ultimo vertice al Mise dello scorso 13 ottobre.
“Significative sono state le parole della Vice Ministro Bellanova: – affermano le tre sigle sindacali in una nota congiunta – le Parti utilizzino al meglio e con tutta la saggezza possibile gli strumenti straordinari che sono stati concessi, al fine di risolvere definitivamente i problemi insorti in questi ultimi anni, tramite un accordo che possa utilizzare proficuamente gli ammortizzatori sociali concessi dal Governo. Detto in altre parole: senza accordo tra le Parti è a rischio anche la Cassa Integrazione. La Delegazione Trattante, composta da sindacalisti e RSU provenienti da tutti i Siti produttivi della Società, consapevole del difficile momento, ha sottolineato come i margini per fare un accordo rispettoso delle esigenze di tutti, esistano e debbano essere colti con grande senso di responsabilità da parte dell’Azienda e degli Azionisti. In particolare è stata sottolineata l’esigenza di ragionare sull’organico di riferimento della Società, tenendo conto di quanto accaduto in questi due anni e soprattutto evitando di esternalizzare massicciamente attività di Centrale, come fino ad oggi accaduto. Continuare a non voler prendere in considerazione la leva dell’Insourcing, equivale a mettere in campo una provocazione notevole. Non può minimamente essere preso in considerazione un approccio che mentre tenta di ragionare sulle salvaguardie occupazionali e conseguentemente sui sacrifici che i lavoratori e le loro famiglie dovranno fare, veda, di contro, l’aumento di Personale esterno nel perimetro aziendale. Capiamo bene quali siano le esigenze delle banche finanziatrici: a fine percorso, questa Azienda, dovrà camminare nella maniera più economica possibile: bassi organici, alti guadagni. Peccato che sotto i numeri ci siano le persone con le loro famiglie, i loro problemi e con alle spalle tutta una serie di sacrifici che hanno sostenuto in questi ultimi anni pur di mantenere il lavoro. Tutti sono consapevoli che senza grossi sacrifici da questa vertenza non se ne esce. Ma è altrettanto indubbio che le risorse da mettere in campo, gli Azionisti ne hanno”.
I sindacati ribadiscono gli strumenti che potranno essere messi in campo: “Un organico di riferimento credibile anche a fronte di un insourcing necessario, una mobilità volontaria incentivata che possa accompagnare i lavoratori su vari fronti, il rafforzamento dell’accordo per la ricollocazione nel Gruppo (engie e Sorgenia) attraverso anche percorsi di formazione mirati, una Solidarietà di Settore come ultimo paracadute (ricordiamo a Tirreno Power che queste Segreterie Nazionali stanno mettendo come prima priorità contrattuale, proprio questo argomento). Difficoltà grandi da una parte certamente, strumenti realistici e sufficientemente adeguati dall’altra. Su queste basi la Delegazione Trattante si è data il mandato di intraprendere un negoziato che, entro la fine di novembre, possa produrre un accordo soddisfacente quale preliminare condizione per l’attivazione degli ammortizzatori sociali straordinari. Qualora non si dovessero raggiungere risultati accettabili – concludono i sindacati – queste segreterie torneranno a mettere in campo tutte le azioni di lotta possibili”.

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