Tirreno Power: la vertenza arriva in Parlamento

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CIVITAVECCHIA – Due interrogazioni parlamentari sono state presentate ieri dal gruppo di Sinistra Italiana. La prima, a firma del capogruppo Arturo Scotto , alla Camera dei deputati. La seconda, a firma Loredana De Petris e Massimo Cervellini, al Senato.

Le interrogazioni si rivolgono al Ministro del Lavoro e al Ministro dello Sviluppo economico, con l’obiettivo, scrivono i proponenti, di sapere “se il Governo non ritenga opportuno intervenire verso la Tirreno Power e i suoi azionisti di riferimento convocandoli, per avere risposte concrete per il mantenimento occupazionale nei siti produttivi sul territorio nazionale e la ricerca di soluzioni meno traumatiche;  se il Governo non ritenga necessario chiarire la situazione di Tirreno Power nel panorama del settore elettrico, come unico e solo produttore di energia elettrica, mentre i suoi azionisti di riferimento e competitor, sono aziende multi utility che hanno la possibilità, al loro interno, di gestire esuberi venutesi a creare nelle proprie controllate;
se il Governo non ritenga necessario adoperarsi affinché vi sia un’analisi profonda sulla Genesi del debito di Tirreno Power e di come il medesimo si è determinato a fronte degli eccezionali guadagni ricevuti in un oltre un decennio come primario produttore di energia elettrica, in quanto, in questa vertenza, il debito elevatissimo contratto in passato da Tirreno Power, è il fattore principale che ha determinato il problema occupazionale dei lavoratori oggi purtroppo ritenuti esuberi;  se il Governo non ritenga di chiedere alla Tirreno Power dettagli sul suo futuro industriale come esclusivo produttore di energia elettrica, privo del settore di vendita sul mercato libero e di come intenda affrontare il mercato elettrico con una organizzazione del lavoro ridotto al minimo, così leggera che si rischia di mettere in pericolo non solo la sicurezza impiantistica ma anche quella dei lavoratori impiegati;  se il Governo non ritenga necessario fare una riflessione sul fallimento totale della privatizzazione e liberalizzazione del mercato elettrico e in particolare di questa Genco 3, denominata prima Interpower e poi Tirreno Power che, lasciata volutamente dagli azionisti di riferimento come solo produttore di energia elettrica, lascia pensare all’uso improprio di risorse pubbliche per la gestione degli esuberi annunciati, il tutto secondo l’interrogante per ridurre il costo degli attuali occupati, di fatto rendendo Tirreno Power appetibile per l’acquisizione da parte degli attuali azionisti di riferimento o di altri soggetti presenti sul mercato elettrico nazionale o internazionale;  se il Governo non ritenga necessario approfondire gli aspetti legati alla volontà annunciata nel piano presentato da Tirreno Power il 7 settembre 2016 per l’apertura di licenziamenti collettivi ex articolo 24, comma 1, della legge 23 luglio 1991 n. 223 ad avviso dell’interrogante, in cui l’azienda espelle lavoratori elettrici con specializzazioni ben precise ed esperienza impiantistiche consolidate nel tempo, sostituendoli con personale esterno proveniente da ditte terze, ad avviso dell’interrogante con il solo intento di abbassare il costo del lavoro negli impianti a cui il piano aziendale fa riferimento, tutto ciò sempre con risorse pubbliche”.

Una vertenza delicata, quindi, che investe in maniera piuttosto rilevante Civitavecchia. Il 7 settembre Tirreno Power ha aperto la procedura di licenziamenti collettivi (ex lege 223 del 1991) per 186 dipendenti, distribuita su tutte e tre le aree dove insistono i suoi impianti, ovvero Vado Ligure, Napoli e Civitavecchia. Per Torre Sud si ipotizzano 42 esuberi. Una situazione che è diventata insostenibile per i lavoratori, la maggior parte dei quali non è ancora in età pensionabile.

Nel frattempo, l’incontro tra azienda, parti sociali e Ministero dello Sviluppo economico è stato anticipato a Martedì 20 Settembre. Anticipato a Lunedì 19, di conseguenza, l’incontro tra i sindacati dell’azienda elettrica e l’assessore regionale al Lavoro Lucia Valente, originariamente programmato proprio per il 20.

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