Tia 2011: “Il Comune non sospende le ingiunzioni di pagamento ai cittadini in attesa di giudizio”

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CIVITAVECCHIA – Il Codacons torna a incalzare l’Amministrazione comunale sulla vicenda della Tia straordinaria 2011, dichiarandosi insoddisfatta delle risposte avute da Palazzo del Pincio e annunciando pertanto nuova battaglia.
“Dall’ultimo colloquio intercorso – riferisce la Presidente Sabrina De Paolis – l’Assessore ci riferisce che molte ingiunzioni di pagamento sono state erroneamente inviate a chi è in attesa della sentenza sul ricorso contro la Tia 2011, perché non c’è ‘comunicazione’ tra gli uffici del Comune e quelli di Hcs, e che non era in possesso dei nominativi dei partecipanti al ricorso (impossibile, ribadiamo noi, perché il ricorso è avverso proprio al Comune in quanto responsabile della delibera istitutrice della famigerata ‘Tia straordinaria 2011’, e come controparte l’Avvocatura è ovviamente in possesso di tutti gli Atti). In tutti i modi, abbiamo provveduto a fornirle l’elenco dei cittadini costituiti in giudizio. Ma, a quanto pare, non c’è la volontà, da parte dell’Amministrazione, di venire incontro ai cittadini. La Tuoro, pur nel ribadire la sua disponibilità (molto apprezzata dall’Associazione),a cercare una soluzione alla richiesta del Codacons per sospendere l’efficacia delle ingiunzioni di pagamento Tia 2011 ai cittadini ancora, legittimamente, in attesa di giudizio, ci ha comunicato che, incredibilmente, lei e l’Amministrazione, non hanno alcun potere sulle decisioni del liquidatore Micchi e del comportamento del personale di Hcs, che ingiunge a tutti, indiscriminatamente, di pagare. Ricordiamo che in centinaia hanno partecipato al ricorso collettivo proposto dal Codacons n. 7731 /2013 davanti al Tar a seguito di opposizione al Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, e al quale se ne sono aggiunti altrettanti ad adiuvandum, tutti cittadini ancora in attesa di giudizio, che ora rivendicano il sacrosanto diritto di pagare, solo e soltanto, una volta che il Tar si sarà espresso con sentenza a loro negativa. Questo ricorso è ancora in attesa di fissazione della data di udienza”.
Ci sono poi le altre centinaia di cittadini che hanno aderito al ricorso (questa volta individuale) messo a disposizione dall’Associazione, alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma, avverso i Solleciti di pagamento arrivati successivamente (anche a coloro che avevano fatto il ricorso al Tar!); solleciti che prevedevano espressamente, per legge, la possibilità del ricorso alla Commissione tributaria, entro i 60 giorni dalla notifica.
“Ebbene – prosegue la De Paolis – sappiamo che molti cittadini hanno vinto il ricorso (ma anche a questi, incredibilmente, HCS ha mandato ora le ingiunzioni di pagamento!), altri lo hanno perso, ma ancora molti sono quelli in attesa di trattazione. In particolare, una cittadina, ha ricevuto comunicazione dalla Commissione tributaria della prossima data di udienza del suo ricorso, l’11 marzo, ma, recandosi presso gli uffici di HCS per ottenere la sospensione dell’ingiunzione, il funzionario, pur vedendo il documento, le comunicava, incredibilmente, che non l’avrebbe sospesa. Da tutto ciò non possiamo far altro che constatare che la Società e il Comune non sono intenzionati a procedere con il buon senso che sarebbe necessario e doveroso adottare verso chi ha regolarmente fatto ricorso ed è ancora in attesa di giudizio, ed informare la collettività che l’unica arma attualmente nelle mani dei cittadini per bloccare l’ingiunzione e il fermo amministrativo del veicolo è quella di presentare il nuovo, ennesimo, ricorso all’ingiunzione di pagamento, che è disponibile nella sede Codacons di via G. Giusti 22″.

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