Rischio cassa integrazione per i lavoratori della GTC

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CIVITAVECCHIA – Arrivano le lettere che annunciano il possibile ricorso alla Cassa integrazione tra i lavoratori GTC, Gestione Terminal Civitavecchia. A darne notizia i lavoratori stessi preoccupati per il loro futuro e per quello dello scalo cittadino nel settore merci.
“Nei mesi scorsi, come lavoratori della GTC, avevamo dato voce alle nostre preoccupazioni riguardo la crisi dei traffici delle merci alla rinfusa che già da qualche anno attanaglia il nostro scalo e che negli ultimi tempi sembra essersi trasformata in una crisi strutturale – affermano in una nota stampa i lavoratori – Non troppo tempo fa, il presidente Ugo la Rosa, paventava la possibilità di raggiungere il pareggio, forse forte di un paio di manovre fondamentali che l’Autorità Portuale avrebbe dovuto mettere in campo e che avrebbero dato un po’ di respiro all’azienda, manovre che puntualmente sono rimaste lettera morta. Tale possibilità è stata smentita inequivocabilmente da una lettera dove si annuncia l’intenzione di aprire le procedure di Cassa Integrazione fattaci pervenire non più di due giorni fa. E’ evidente che a fronte di una crisi delle rinfuse a livello internazionale poco possono le continue ricapitalizzazioni dell’azienda, come è ancora più evidente che dal 2012 ad oggi, anno della cessione del Ramo d’Azienda da parte dell’Autorità Portuale, poco è stato fatto dall’Ente dal punto di vista promozionale ed infrastrutturale per rendere lo scalo appetibile a nuovi traffici. Anzi, sembra esserci un perverso accanimento nel rendere sempre più complicato il lavoro di chi opera nel settore delle operazioni portuali”.
“Una situazione del genere – proseguono – di certo non fa bene al porto e alla città, sia dal punto di vista economico che da quello politico. Di certo non sarebbe un bel biglietto da visita per uno scalo, che in seguito alla neonata riforma portuale ha appena incassato la promozione ad Autorità di Sistema, avere una delle sue aziende più rappresentative e fulcro del lavoro portuale ad un passo dal baratro. Auspichiamo quindi che tutti gli attori che hanno contribuito in questi anni alla crescita del ‘sistema porto’, a partire dall’Autorità Portuale, uniscano le loro forze per consentire ad un’azienda che per decenni è stata una delle colonne portanti dell’economia portuale di superare indenne questa crisi e di rasserenare gli animi di quei lavoratori che la compongono”.
“Questa volta – concludono – i lavoratori non staranno a guardare andare in fumo il loro futuro, e nel rispetto della tradizione dei lavoratori portuali, metteranno in campo ogni azione possibile per salvaguardare lavoro e livelli occupazionali, continuamente e da decenni sotto attacco”.

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