Quintavalle: “Nonostante tutto l’ospedale S. Paolo ha ormai imboccato un percorso virtuoso”

0
221

CIVITAVECCHIA – “Siamo orgogliosi dei nostri ‘angeli’, degli ‘eroi’ silenziosi che di giorno e di notte operano nel Pronto Soccorso dell’Ospedale ‘San Paolo’, del grande lavoro che svolgono tra mille difficoltà, ma medici, infermieri e operatori possono esser certi che siamo e saremo sempre al loro fianco in ogni situazione.” queste le prime parole del Direttore Generale Quintavalle all’indomani del venerdì notte ‘esplosivo’ per accessi e transiti che ha caratterizzato l’attività dell’unità di emergenza del nosocomio cittadino, pur senza mai comprometterne l’alta professionalità ed efficacia di intervento.
“In realtà – prosegue Quintavalle – si tratta di un ingolfamento in parte prevedibile, frutto della particolare situazione del territorio, overbooking che di tanto in tanto si ripete proprio perché ‘congenito’: la presenza di molti anziani provenienti dalle tante Rsa (residenze sanitarie assistite) attive sul territorio, i picchi influenzali invernali, il traffico turistico, la fase purtroppo ancora iniziale nell’avvio delle aggregazioni specialistiche alternative disponibili nelle 24 ore e durante le festività, uniti comunque ad altri eventi cittadini imprevedibili (incidenti stradali, eccessi da ‘movida’, atti delinquenziali, etc.). La Direzione Strategica, ben conscia dell’incidenza di tale concause sui pur sporadici sovraffollamenti al Pronto Soccorso, ha dato pieno mandato alla Direzione Sanitaria aziendale di ricercare, con i soggetti privati e pubblici concorrenti, l’adozione di possibili protocolli operativi, in grado di mitigare in via strutturale l’afflusso di pazienti, e su questo il Direttore Sanitario Aziendale dott. Sciannamea ed il suo staff stanno lavorando da tempo. Ci sono poi altri due fattori determinanti: l’insufficienza di spazi destinati alla breve osservazione (ma, grazie ad un finanziamento regionale, dovrebbe essere ormai prossima la soluzione con il recupero e la ristrutturazione dei locali dell’attuale C.U.P.), e l’ampliamento di personale (sulla quale sembra altrettanto prossima l’intesa con la Regione Lazio per la concessione entro l’anno di deroghe finalizzate all’assunzione di nuove unità).”
“Ad onor del vero non – aggiunge ancora – ci si può dimenticare che la sanità della Regione Lazio è tuttora commissariata dal Governo per il rientro dall’enorme deficit accumulato negli ultimi anni, e che di fatto non può concedere aumenti di personale, finanziamenti, o deroghe all’assunzione senza un placet governativo preventivo. Ciò nonostante alcune deroghe sono state recentemente concesse per l’assunzione di medici ed infermieri hanno permesso di risolvere importanti problemi sanitari quali quello della dialisi e dare una parziale risposta alle esigenze dell’anestesia, della pediatria, della medicina e della ortopedia. A queste, in base alle richieste della Direzione aziendale, ne seguiranno altre che permetteranno di ottimizzare il carico lavorativo degli operatori anche alla luce della nuova normativa sull’orario di lavoro, pur tuttavia tenendo conto che l’attività dell’Azienda Sanitaria deve essere garantita equamente su tutti e ventotto comuni che vi sono ricompresi. Va infine dato atto che per la sanità regionale ormai appare prossimo il traguardo dell’uscita dalla fase di commissariamento governativo grazie agli importanti risultati di risanamento del deficit raggiunti in questi ultimi tre anni, e questo non potrà che giovare all’intero sistema sanitario regionale.
“Riguardo infine le possibili crisi di personale nei vari reparti di degenza nel periodo estivo – ha precisato il Manager – non è un problema nuovo, lo affrontiamo da anni con efficacia ed anche per la prossima estate il dott. Sciannamea con la debita lungimiranza, sta predisponendo tutte le misure organizzative necessarie ad affrontare eventuali problemi e comunque anche la Direzione Amministrativa, la dott.ssa Milito, da tempo sta lavorando a stretto contatto con i vari Dirigenti di reparto e di struttura per valutare ed eventualmente promuovere le possibilità di intervento siano esse strutturali piuttosto che temporanee. Si sta mettendo in campo insomma una strategia a 360 gradi per arginare il fenomeno e per quanto possibile prevenirlo, con i dirigenti medici, i direttori di reparto e la Direzione Sanitaria pianificano interventi ed elaborano nuovi protocolli operativi, e con la Direzione Strategica che sovraintende al coordinamento con l’attività amministrativa e che gioca quotidianamente un ruolo essenziale di ‘cerniera’ con le decisioni della Regione.

SHARE

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY