Privilege, la Cgil annuncia una nuova mobilitazione a difesa dei lavoratori

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CIVITAVECCHIA – Cgil e Fiom Cgil annunciano una nuova mobilitazione a difesa dei lavoratori ex Privilege. Nella giornata di oggi, infatti, presso la sede di via Togliatti si è svolta un’assemblea con gli ex dipendenti al fine di discutere e trovare finalmente una giusta soluzione alla drammatica situazione occupazionale che li investe ormai da oltre 3 anni.
“Premesso che la vertenza ex Privilege – si legge in una nota della Cgil – come è noto a tutti, è una delle pagine più buie nella storia dell’imprenditoria nel Porto di Civitavecchia, con indagini della magistratura in corso, il cui fallimento è datato metà 2014, ciò che risulta vergognoso ed insopportabile è la conseguenza di quelle vicende: 30 dipendenti disoccupati senza più ammortizzatori sociali ed in condizioni di forte disagio sociale. Questo è inammissibile per qualunque comunità del nostro paese: non è più possibile che per colpa di altri a pagare siano sempre gli stessi, quelli che lavorano”.
La Cgil e la Fiom Cgil di Civitavecchia Roma Nord Viterbo si attiveranno dunque affinchè si convochi una riunione immediata in Sede di Autorità Portuale “per trovare le giuste soluzioni al problema”; si dia vita ad un tavolo di crisi permanente in sede di Comune di Civitavecchia alla presenza dell’Amministrazione Comunale, Organizzazioni Sindacali, Organizzazioni Datoriali, Forze Politiche e Sociali “al fine di affrontare una seria discussione in merito alla crisi economica e sociale che investe tutto questo territorio a partire dalla vicenda ex Privilege”.
La Cgil e la Fiom di Civitavecchia Roma Nord Viterbo “metteranno in atto tutte le iniziative sindacali e tutta la campagna d’informazione mediatica per rendere chiara la vicenda in questione affinchè si trovino rapidamente le giuste risposte per coloro che stanno pagando in prima persona”. “In attesa che si chiudano le indagini della Magistratura Cgil e Fiom non vogliono che questa vicenda, che inaspettatamente ha colpito la vita di questi lavoratori rischi, per giunta, di annoverarsi tra i tanti scandali che hanno accompagnato la vita economica del nostro paese”.

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