“Primarie inquinate”, ed è di nuovo scontro nel Pd

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CIVITAVECCHIA – La tensione c’è, le divisioni restano, palpabili e nemmeno troppo represse nei commenti post primarie del Partito democratico a Civitavecchia. Dove quelli che in tanti dentro il partito temevano e avevano denunciato prima della consultazione, ovvero un inquinamento del voto, sembra essersi compiutamente verificato come testimoniano gli stessi rappresentanti democrat, sia dell’area Renzi che dell’area Orlando.
Ieri era stata la deputata Marietta Tidei a denunciare la presenza di esponenti di Sel al seggio allestito nella palestra di Palazzo del Pincio, definendola scandalosa, e facendo comprendere bene il clima di astio che aveva preceduto il voto. “Renzi ha vinto anche a Civitavecchia – le sue parole – Un’affermazione netta, come si evince dai consensi raccolti, che deve portare adesso a guardare avanti, lasciandoci alle spalle le cattiverie, i personalismi, le bassezze, le bugie sui posizionamenti. L’odio, i volantini anonimi e la personalizzazione non pagano mai. Per costruire una coalizione, un progetto, non basta avere un nemico comune. Serve ben altro e cioè qualcosa di costruttivo. Servono unità d’intenti e una coesione programmatica autentica. Il tutti contro uno può servire a distruggere, ma non serve di certo a costruire qualcosa di nuovo e di positivo”. Quindi un appello all’unità: “Il Pd è sempre una grande comunità: non esclude, include. Tutti quelli che ieri sono venuti a votare sono i benvenuti: partecipare alla vita del partito con onestà e impegno è un contributo non solo importante, ma necessario”.
Ma la tensione come detto è palpabile, e lo confermano le parole dell’esponente dell’Area Orlando Stefano Giannini che, pur mostrando garbo e aplomb, non nasconde senza troppi giri di parole quella che ritiene una contaminazione di voti del centrodestra locale nel successo dei renziani. “Facciamo i complimenti per il risultato vincente dell’area Renzi – afferma – Auguriamo buon lavoro a Claudia, Mirko, Pietro, Valentino, Rita, tutto il gruppo consiliare del PD, il segretario Enrico e tutti coloro che hanno contribuito alla vittoria renziana, in particolar modo a Marietta, che da capolista entra nell’Assemblea Nazionale. Ci dispiace soltanto riscontrare alcune polemiche sollevate per alcuni votanti, riconosciuti come membri della Sinistra civitavecchiese. Agli autorevoli esponenti del PD, che si scandalizzano per questi ‘marziani’, dico di fare attenzione all’effetto boomerang, poiché se andassimo ad analizzare i partecipanti al voto, potremmo trovare moltissimi nomi della destra storica: ex Segretari e Consiglieri Comunali di Alleanza Nazionale, ex Assessori di Forza Italia e tanto altro. Se lo facessimo, ma poiché non vogliamo rovinare questo grande momento di partecipazione, non lo faremo. Del resto non abbiamo nemmeno deciso di noi di rendere le primarie aperte ai non iscritti, ma è uno dei punti cardine del programma renziano. Per quanto io non concordi con questa linea, preferisco di gran lunga il voto di chi si rivede in una politica di centro sinistra, che non l’esatto contrario. Ma capiamo che per alcuni il fine giustifichi i mezzi. Nessuna sorpresa”.
E di inquinamento del voto, sia da destra che da sinistra, parla espressamente l’ex segretario del partito Flavio Magliani, ora Presidente dell’Associazione “Nuovi Orizzonti” ed lettore Pd. “Il concorso (evidente e fisicamente identificato) sfacciato del centrodestra locale alla pure parziale vittoria del ‘caminetto’ rappresenta la pietra dello scandalo, e ciò pone interrogativi inquietanti per il ‘dopo’ che sta per arrivare – dichiara – Si potrà obiettare che anche Orlando ha usufruito del concorso di parte della sinistra cittadina per l’ottenimento di un risultato eclatante, forte e significativo; ciò è vero ma rappresenta la diversità legittima e naturale rispetto allo step familistico. Il concorso a sinistra è, invece, legittimo perché pone schieramenti e votanti nello stesso ambito politico culturale e pone sul terreno possibilità concrete di aggregazione per la costruzione dell’alternativa cittadina per una nuova classe dirigente alla guida della Città con la sinistra rinnovata e protagonista; cosa che non è per l’altra parte, la parte della casta, che per riconfermarsi dovrebbe aggregare forze opposte e storicamente ostili alla sinistra, dichiaratamente di destra prima ancora che di centrodestra. Non ci sentiremmo sconvolti, tuttavia, se ciò dovesse accadere, ne abbiamo avvertito i segni nelle convergenze con l’altro caporione del territorio. Come dire che alla spudoratezza non c’è alcun limite. Un modo come un altro, per gli spudorati, di volere mantenere a tutti i costi ciò che in termini di personalismi si è costruito ‘pazientemente’ negli ultimi cinquant’anni. Altre strade non ce ne sono – conclude Magliani – specie quando si consideri che un altro PD sta fuori dal partito, ben più numeroso, dignitoso e consapevole di quelli che stanno dentro a sostegno del feudo”.

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