Presentazione disastrosa per il nuovo cartellone del Traiano

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CIVITAVECCHIA – Si potrebbe dire, senza troppa paura di esagerare, che quella di ieri sia stata la peggiore presentazione della stagione nella storia del Teatro Traiano. E si potrebbe anche dire che lo slogan “Il Teatro di Tutti” non sia stato accolto troppo bene alla fine del trailer della nuova stagione teatrale. Insomma un disastro di fischi e urla che ha allungato a dismisura la presentazione e che ha provocato disagi a tutti gli utenti del teatro e agli ospiti. Ma quale è stato il motivo? Semplice, l’abolizione tanto discussa del turno C e il conseguente assorbimento degli abbonati negli altri due turni del teatro.

“Purtroppo i soldi sono limitati e bisogna rendersi conto che il costo del biglietto qui è la metà di quello di Roma”, ha provato a rispondere Luca Fornari, amministratore delegato dell’ATCL. “Per il turno C la situazione è questa: riusciremo ad assorbire tutti gli abbonati negli altri turni, il problema è soprattutto per le poltronissime, ma stiamo lavorando per far avere a tutti il posto negli stessi settori. Per scusarci del disagio regaleremo a tutti gli abbonati del turno C che vorranno riabbonarsi quattro spettacoli omaggio. Purtroppo ogni fase di cambiamento porta difficoltà, ma una soluzione si trova. Il risultato veramente importante, al di là delle polemiche che credo siano anche eccessive rispetto ad una proposta che è tanto importante per la città, è che si sta facendo una grande operazione per aprire il teatro insieme a forze e realtà del territorio. Questo è il lavoro che stiamo cercando di fare e credo che sia un lavoro che ha portato nel corso degli anni molti risultati nella nostra città, un lavoro che può crescere molto e svilupparsi e che può far diventare il teatro un luogo in cui ci si possa ritrovare creando socialità e una crescita per tutte le generazioni di questa città”.

“Il vostro trasporto per questa polemica mi commuove, perché siete persone che amano il teatro”, ha cercato di stemperare più volte la presentatrice Claudia D’Angelo fra un “il teatro ce l’hanno tolto” e l’altro. “Ma vi posso garantire che c’è stato tanto amore dietro questa stagione”.

“Quarant’anni fa i teatri nel Lazio non c’erano”, ha risposto il presidente dell’ATCL Sandro Berdini, ad una signora in seconda fila. “Invece di fare tutti questo chiasso, che mi fa anche piacere perché sembra di rivedere i vecchi spettacoli shakespeariani, le dico una cosa, mi sembra che sia troppo. Quarant’anni fa nel Lazio c’erano due teatri: Rieti e Viterbo. Nel 1981 è nato quindi un consorzio di comuni per dare voce ai territori e alla gente che abita in questi comuni, perché prima dell’ottantuno gli spettacoli venivano imposti da Roma e il Lazio che è una regione romanocentrica ha avuto tanta difficoltà per trovare le proprie autonomie. Noi dell’ATCL abbiamo riaperto quarantadue teatri. Signora mia, io la capisco benissimo, ma c’è un problema di fondo, che le cose non vanno sempre nello stesso modo, ma le soluzioni in questo caso si trovano, si troveranno sicuramente, perché di fronte al teatro, che è un collante fondamentale per chi vive in questi territori io credo che una situazione del genere si possa risolvere”.

“Parlate di sconfitta culturale e non avete nemmeno dato il tempo di finire di spiegare la cosa. Se non vi interessano nemmeno le spiegazioni che chiedete ce ne andiamo, vi stanno dicendo le informazioni che volete sapere”, ha detto esasperato il sindaco Cozzolino, attaccato continuamente dagli spettatori insieme all’assessore alla cultura Vincenzo D’Antò. Dopo essersi scusato con gli abbonati del turno C l’assessore ha spiegato: “in realtà avrei voluto incontrarvi prima di questa serata per spiegarvi le motivazioni che ci hanno portato a questa decisione, ma la situazione politica ci ha impedito di approfondire questo aspetto. Quando ci sono dei cambiamenti ci sono sempre dei punti critici e sicuramente questo è un punto critico del quale a me dispiace tantissimo, ma protestate se, quando verrete a rinnovare l’abbonamento e non troverete un posto che rispecchi le vostre aspettative. Abbiamo eliminato tutti i posti riservati alle autorità per fare spazio a tutti gli abbonati del turno C. Perché abbiamo fatto questa scelta? Secondo me stiamo guardando la situazione da una prospettiva diversa. Voi avete detto ‘il teatro è di tutti tranne del turno C’, ma tramite il vostro sacrificio, che è un sacrificio anche nostro perché vi assicuro che non ci ha fatto piacere eliminare il turno C, siamo riusciti a portare all’interno del teatro traiano dei corsi per ragazzi speciali e l’idea di questi ragazzi che sorridono su questo palco con i loro genitori in platea mi fa sopportare tutte lo vostre grida e urla”.

Certo il fondo si è toccato quando durante la presentazione dell’accademia “L’Arte del Cuore”, progetto di educazione artistica per disabili e normodotati,  qualcuno ha urlato “a me sembra che questo sia sfruttamento della diversità” e “pietismo”, facendo andare su tutte le furie la presidente Daniela Alleruzzo, esterna ad ogni decisione comunale e ad ogni faida cittadina.

E’ giusto protestare se si ritiene che la cultura e il teatro siano messi in pericolo dalle decisioni dell’amministrazione, ma non è giusto farlo a prescindere, alzandosi e andandosene prima di poter ascoltare la proposta culturale che, nonostante tutte le giuste rimostranze del turno C, ha ampliato l’offerta del nostro teatro. I tre corsi e i tre diversi cartelloni, i quattro balletti e i quattro concerti offrono alla città molto più di quanto spesso sia stato offerto dal teatro comunale, che ha presentato un’offerta variegata e ricca di opportunità lasciando i costi di sempre. Ben trenta eventi che vedranno a Civitavecchia grandi nomi quali Massimo Ghini in “Un’Ora di Tranquillità”, Teresa Mannino in “Sono Nata il Ventitrè”, Leo Gullotta in “Spirito Allegro”, Carlo Buccirosso ne “Il Divorzio dei Compromessi Sposi”, Marco Bocci in “Modigliani”, Massimo Ranieri in “Caffè del Porto”, Francesco Pannofino ne “I Suoceri Albanesi”, Pino Insegno in “C’era una Volta”, Adrea Roncato ne “Il Conto è Servito” e molti, molti altri.

Lorenzo Piroli

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