“Piano di rientro: i civitavecchiesi come i greci”

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CIVITAVECCHIA – La recente nota della Corte dei Conti (che è piombata come una tegola sulle teste dei civitavecchiesi), ha condannato l’uso distorto dei fondi ENEL utilizzati dalle amministrazioni De Sio e Moscherini principalmente per la copertura della “spesa corrente”. La Corte dei Conti ha evidenziato, inoltre, che il bilancio comunale è a rischio a causa dei debiti che le precedenti amministrazioni hanno ignorato.
La sentenza, tuttavia, arriva con molti anni di ritardo rispetto alle osservazioni presentate dal sottoscritto che, come consigliere comunale, già otto anni fa aveva pubblicamente biasimato l’uso improprio dei fondi Enel.
Già nel luglio 2005 ho sollevato la questione con una nota ufficiale indirizzata al Collegio dei revisori dei Conti e al Commissario, Dott. Di Caprio. A questa nota sono seguite altre osservazioni, ignorate dagli amministratori. L’unico riscontro alle mie note è venuto dal Dott. Venanzi, allora Dirigente ai Servizi finanziari del Comunbe, che, in riferimento all’impiego di 11.050.000 euro per la copertura della spesa corrente nel bilancio del 2004 (Amministrazione De Sio), dichiarava che “non era possibile individuare esattamente i capitoli di spesa per i quali era stata destinata quella somma”, nella certezza, tuttavia, che il “il totale delle entrate finanzia indistintamente il totale delle spese”!!!
In seguito, l’intera questione è stata portata all’attenzione del Dott. Bessone, Dirigente dei Servizi ispettivi finanza pubblica e, poi, anche a quella del Commissario Di Caprio, senza che però, venissero prese misure risolutive. Anche Moscherini, durante la sua amministrazione, ha continuato a perpetrare gli stessi errori delle gestioni precedenti, tanto da indurmi a presentare un ricorso al TAR e una dettagliata denuncia alla Corte dei Conti riguardo la gestione di HCS nel 2010; le indagini sono partite ma si sono arenate in un nulla di fatto.
Pertanto, la notifica della Corte dei Conti arriva con colpevolissimo ritardo quando ormai i passivi hanno assunto dimensioni spropositate. Di conseguenza ci si chiede se sia legittimo imporre ai cittadini (già pesantemente tartassati), un piano di rientro con misure tanto rigide.
L’amministrazione pentastellata ha già presentato le opportune obiezioni? Come pensa di difendere i cittadini? E’ evidente che il previsto aumento delle tasse (già anticipato dal primo cittadino), rappresenta un carico insostenibile per numerosi nuclei familiari, tanto più se tale aumento sarà seguito da altri rincari, IMU in testa dopo quello adottato per l’IRPEF addizionale comunale nell’ultima seduta consiliare. Pur nella consapevolezza che il rientro è necessario (ben vengano alcune misure annunciate dall’Amministrazione), c’è da chiedersi se la giunta Cozzolino stia facendo tutto il possibile per arginare i rincari. Ad esempio, in materia di Derivati, perché non si segue l’esempio di Orvieto o Milano, che hanno drasticamente ridotto le perdite in quel settore?
L’impressione è che il governo pentastellato, che non ha mai nascosto le proprie simpatie per la sinistra di Tsipras, in questo frangente si sta dimostrando invece piuttosto “merkelliano”, imponendo misure di rientro drastiche e rigide.
Dal canto mio, offro la mia disponibilità ad intervenire per indirizzare e sostenere scelte che non vadano a gravare così pesantemente sulle tasche dei cittadini e per illustrare più dettagliatamente le eventuali azioni necessarie sui derivati.
Non vorrei che si ripeta la vicenda degli usi civici con la quale i cittadini sono stati lasciati soli a fronteggiare alcune inadempienze amministrative e legali.

Vittorio Petrelli – Ripartiamo dai cittadini

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