Pastorelle: una tradizione che svanisce?

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CIVITAVECCHIA – Lo dico da cantante (e lo dico da cittadino): la pastorella sta svanendo, soffocata dalla vita moderna e dai gruppi amplificati. Ebbene sì, una delle tradizioni più caratteristiche della nostra città, che ogni anno raccoglie file interminabili davanti alla cattedrale e che è stata sempre accolta da tutti i cittadini con piacere, si sta lentamente frantumando sotto i colpi dei gruppi organizzati col microfono.
Tanto che ci si va a fare se appena cominci a cantare arriva il Furgoncino del Karaoke a coprirti con le casse, incurante della tua esibizione? Che ci si va a fare se il solista amplificato dietro l’angolo copre tutte le tue note? Oppure la band nel locale si sente a metri di distanza? E infatti in giro per Civitavecchia, venerdì scorso, c’erano molti meno gruppi.
Ricordo le file interminabili davanti alla Cattedrale: la banda, i cori, tutti in fila per almeno dieci minuti. Venerdì la Cattedrale era libera, gli scalini vuoti e solo un paio di gruppi a cantare qualcosa. Corso Marconi, sempre strapieno, era desolato, il Ghetto, ogni anno inattraversabile, era coperto dalle canzoni dei locali.
Mettersi in mezzo ad una piazza con tanti bei microfoni è facile no? Ma la gara a chi si sente più forte ha distrutto una tradizione antica, tanto che ormai non si sono nemmeno sprecati a chiudere la strada al traffico. Non c’è più spazio per l’iniziativa spontanea, ma è ancora una tradizione così sentita che sembra assurdo che stia svanendo sotto i nostri occhi senza che nessuno se ne sia accorto.

Lorenzo Piroli

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