“Old Town Sound”: il rock cantautorale dei Metropolis

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CIVITAVECCHIA – La ricercatezza nel suono e nel genere è da sempre un problema per chi non intende rimanere dentro le mura di una sala prove; a tentare di proporla sul nostro territorio vi sono i Metropolis (Giampiero Boncordo alla voce, Chiara Intorre al basso, Dario Menditto alla chitarra, Matteo Agozzino alla batteria), un gruppo musicale decisamente apprezzato, che col suo inusuale coacervo di rock e peculiari contaminazioni con altri generi intende far conoscere la musica italiana locale in una particolare e inusuale dimensione. Una loro più approfondita conoscenza in questa seconda puntata della nostra rubrica “Old Town Sound”.

Come avete cominciato?

“Con la formazione attuale da circa due anni e mezzo: prima infatti vi era già il gruppo ‘Metropolis’, che suonava un genere un po’ differente e soprattutto era formato da diversi componenti. Noi ci conoscevamo già per via dei nostri percorsi musicali individuali e quando il gruppo originario è rimasto senza bassista e batterista ci siamo adoperati per trovarli”.

Qual è il genere musicale che praticate e perché avete operato questa scelta?

“Il nostro è un rock un po’ alternativo, con delle forti contaminazioni folk e ‘old style’, sicuramente imperniato sulla componente cantautorale che è una costante nel nostro repertorio. Più o meno il rock costituisce la linea guida di tutti i componenti, soprattutto per quanto concerne la sezione ritmica, però insieme abbiamo trovato delle sonorità particolari che ci caratterizzano e si allontanano dalla concezione di rock duro e inflessibile, facendoci avvicinare ad uno stile più folk talvolta anche con delle venature country”.

Queste peculiarità caratterizzano anche i vostri inediti?

“Beh sicuramente nei pezzi che facciamo noi le sonorità sopra descritte sono piuttosto evidenti anche se dipende molto dal cantante. I brani infatti li scrive lui e poi vengono arrangiati insieme a tutto il resto del gruppo finchè non si trova il suono desiderato, considerando i nostri gusti e il sound del nostro repertorio nel complesso. È capitato che dei pezzi venissero stravolti dopo l’arrangiamento in sala prove, proprio perché partivano come brani acustici e poi venivano trasformati in qualcosa di sensibilmente più rock. Da quando è mutata la formazione del gruppo poi, i pezzi hanno subito una svolta decisiva che è quella dei testi in italiano. Ho deciso di togliere quella che mi sembrava una maschera”. “Data dalla stesura anglofona dei testi  – sottolinea Giampiero Boncordo –  che mi sembrava stesse diventando un po’ limitativa. Sicuramente scrivere in italiano presenta altre difficoltà, ma sento che in questo modo riesco ad esprimere meglio quello che voglio comunicare con i brani. Speriamo di proporli al pubblico quanto prima, magari inserendoli in un EP, perché per il momento non siamo ancora andati in studio a registrarli”.

Recentemente avete registrato delle live-sessions presso le Terme Taurine di Civitavecchia: come siete arrivati a compiere questa esperienza?

“Ci siamo arrivati perché ci siamo aggiudicati il premio della critica nel contesto del Festival di Civitavecchia organizzato lo scorso anno presso il Teatro Traiano. È stata una bellissima esperienza, grazie alla quale abbiamo avuto la possibilità di realizzare dei video clip registrando una sessione di musica live in un luogo particolare e suggestivo. A dire la verità inizialmente avevamo pensato di farlo in una location diversa, nella nuova vasca che stanno costruendo dietro la Ficoncella, anche se non abbiamo fatto in tempo perché è stata coperta per l’inizio della stagione invernale; non escludiamo che possa ospitare i nostri futuri video clip. Ad ogni modo crediamo che le Terme Taurine siano un luogo piuttosto sottovalutato, sarebbero la cornice perfetta per molti concerti, dati lo spazio cospicuo e il panorama circostante”.

Ci sono altre esperienze che come gruppo avete apprezzato e ripetereste?

“Ce ne sono diverse: sicuramente suonare a Porta Livorno è stato piuttosto suggestivo, ma ricordiamo con piacere anche le esibizioni a Porto Clementino per cui siamo stati chiamati in occasione della festa del volontariato, dopo che l’organizzatrice dell’evento ci ascoltò ad un evento privato”.

Qual è il target a cui vi rivolgete?

metropolis2“Forse il nostro repertorio potrebbe essere definito un po’ di nicchia, quindi i più giovani e i meno inseriti nel mondo della musica in genere non hanno familiarità con quello che facciamo. Tuttavia possiamo dire che al momento stiamo cercando di trovare un compromesso tra qualcosa di più orecchiabile e quello che abbiamo sempre fatto, chiaramente senza rinunciare ai nostri gusti e alle nostre tendenze. Noi suoniamo perché ci piace quello che facciamo, commercializzarci sarebbe controproducente e sicuramente non rientra tra gli obiettivi del gruppo. Però non escludiamo di rispondere alle sollecitazioni che ci vengono presentate sulla modernizzazione del repertorio. Ne ricordiamo con ilarità una piuttosto incisiva che ci è stata direttamente ‘gettata’ sul palco mentre ci esibivamo durante una performance alla Marina di Civitavecchia: un signore zelante si è fatto carico di quello che probabilmente era il pensiero comune in quel momento scrivendoci su un foglio ‘bravi ma è un repertorio molto difficile la gente non lo capisce, cambiate con brani più conosciuti!!??’”.

Quali sono le vostre ambizioni come gruppo?

“Tra di noi c’è chi è più o meno legato professionalmente alla musica, ma anche coloro che non ne fanno un lavoro non prevedono affatto di rinunciare a questa passione. Non si può vivere solo di sogni, ma neanche rinunciare a quello che ci piace: intendiamo continuare a fare quello che facciamo e a farlo bene anche se affermarsi in questo settore è sempre più difficile”.

Com’è invece affermarsi sul nostro territorio?

“Non è molto facile, secondo noi. Il problema principale è che non ci sono strutture adeguate: la maggior parte dei luoghi in cui suonare sono pub che prevedono il gruppo musicale come un accessorio alla serata, che magari svolga anche la bramata funzione di ‘portare gente’. Sarebbe opportuno invece, dare vita ad un luogo deputato alla musica che non ospiti solo complessi acustici, ma si occupi di dare spazio ai gruppi, valorizzando quello che fanno e rendendoli il fulcro della serata, non uno sterile riempitivo. Sul territorio ci sono tanti appassionati di musica che potrebbero apprezzare eventi simili, il problema è che non ce ne sono”.

Che progetti avete per il futuro?

“Diciamo che al momento ci troviamo in una fase creativa ed evolutiva del gruppo, sia per quanto riguarda i nostri pezzi sia relativamente al repertorio da confezionare. Per ora stiamo lavorando in studio sui nostri inediti in vista di una prossima pubblicazione, senza trascurare un lavoro accurato sulle cover proprio per trovare una ‘soluzione’ che accontenti membri del gruppo e pubblico. Nell’imminente ci stiamo preparando per una serata che si terrà presso il locale ‘Hangar’ alla zona industriale il 12 maggio e in quell’occasione auspichiamo di farvi ascoltare chi siamo e cosa facciamo, magari con un pizzico di novità”.

Giordana Neri

Di seguito i video di “Un uomo libero” e “Appunti volanti”, girati alle Terme di Traiano:

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