“Non esiste una soglia di non danno dell’inquinamento”

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CIVITAVECCHIA – L’unico inquinamento “buono” è quello che non c’è. Detta diversamente anche un minimo livello di inquinamento nuoce alla salute. Un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine del 29 giugno ha confermato questa inoppugnabile verità. I risultati di questo studio, effettuato su una popolazione di 61 milioni di soggetti con un follow-up medio di 7 anni, mostrano, infatti, che l’esposizione prolungata al PM2.5 ed all’ozono è associata con un aumentato rischio di morte anche a livelli più bassi di quelli considerati “accettabili”. A conferma di quanto dimostrato in altri studi gli autori hanno riscontrato un incremento di mortalità finanche a valori di 5 microgrammi per m3. Se a ciò si aggiunge la considerazione che per ogni aumento di 10 microgrammi /m3 nell’esposizione annuale al PM 2.5 si ha un aumento del 7.3% di mortalità si comprende l’importanza di un’aria pulita.
Anche per quanto riguarda l’ozono, il cui standard di esposizione giornaliera negli Stati Uniti è di 70 parti per milione, viene riportata una correlazione lineare tra concentrazione di ozono e mortalità senza una apparente soglia di non danno e con una probabile sinergia negativa tra PM 2.5 ed ozono. Questo dato, secondo gli autori, sta ad indicare che una valutazione dei danni prodotti dalla sola esposizione acuta all’ozono potrebbe sottostimare il suo effetto negativo sulla salute.
Si conferma, quindi, l’assoluta aleatorietà di qualsiasi “standard di qualità del’aria” (o di altro) che possa metterci tranquilli sugli eventuali danni alla nostra salute soprattutto quando si leggono dati come quelli riportati in questi giorni nella nostra città.

Dott. Marco Di Gennaro

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