“Non è detto che la città, bocciando i Cinque Stelle, promuova necessariamente il Pd”

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CIVITAVECCHIA – Dispiace dover constatare lo status quo del PD di Civitavecchia, considerando le dichiarazioni degli ultimi giorni apparse sulla stampa.
“Vorrei un partito in cui il segretario non deve agire da solo, ma può contare sull’aiuto della direzione, di un gruppo di lavoro, che invece fa poco”, dichiara il Segretario Enrico Leopardo.
In base a questa motivazione Leopardo ha dato 15 giorni di tempo al PD, governato da lui stesso, di dimostrare qualcosa, altrimenti presenterà le dimissioni.
Successivamente la Segretaria della sezione giovanile del Partito, Claudia Feuli, ha preso atto di queste dichiarazioni, facendo presente di rappresentare da tempo all’interno del PD le stesse critiche mosse da Enrico, giudicandolo inadeguato in quanto, per ovvietà di ruoli, sarebbe il primo responsabile di questa situazione a dir poco decadente. Oneri o Onori si suol dire.
Quindi segue la reazione scomposta della Segreteria del PD, in realtà non di tutti i componenti, che conferma la fiducia al Segretario e attacca Claudia, accusandola di cercare sponde all’esterno del Partito. Grottesco a dir poco.
In primis poiché casomai è il Segretario che, date le sue dichiarazioni, dovrà confermare la fiducia nel gruppo dirigente del suo partito, avendo accusato tutti solo pochi giorni fa di essere dei fannulloni.
Secondo poi perché criticare solo la Feuli e non Leopardo stesso, visto che le loro accuse al Partito per molti aspetti combaciano?
Effettivamente la situazione del Partito è complicata: Leopardo si è auto sospeso, il Presidente Longarini si è dimesso, la politica delle alleanze con il resto del centro sinistra è assente, il Partito a detta del Segretario stesso è immobile.
Tutto ciò quando la città registra la totale incapacità del Movimento 5 Stelle di governare.
Forse la segreteria, in attesa che Leopardo confermi o meno la bocciatura del PD, dovrebbe ripartire dall’ascolto di tutte le anime del PD, magari proprio quelle che sinora hanno espresso perplessità sull’operato del gruppo dirigente, anziché reagire senza alcuna lucidità a critiche interne.
Non è detto che la città, bocciando il movimento 5 stelle, promuova necessariamente il PD. Soprattutto se le cose non cambiano.

Stefano Giannini

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