“NewCo, attenzione a non frodare i creditori”

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CIVITAVECCHIA – Qualche giorno fa in commissione bilancio si è discusso sulla legittimità di sottrarre il valore dei contratti di servizio dalla società del Comune HCS (in house) prima della vendita all’asta voluta dal giudice fallimentare. La volontà della Giunta è quella di conferire questi servizi, gli unici fonte di remunerazione certa, ad altra società del comune, la cosiddetta newCo, che continuerebbe ad operare in house.
Ora, per dare continuità al servizio e garantire l’occupazione dei dipendenti, è importante che tutte le azioni intraprese dall’Amministrazione Comunale, oltre che legittime, siano al di sopra di ogni possibile ricorso e dunque non impugnabili ed è compito di ogni consigliere comunale approfondire e controllare ogni atto della Giunta municipale non foss’altro per evitare di assumere responsabilità personali per le quali sarebbe chiamato a rispondere in solido.
Parlando in generale, la frode ai creditori è una delle condotte più gravi che un amministratore pubblico può porre in essere perché eludere i creditori distraendo il maggior valore aziendale rappresenta una delle fattispecie più rilevanti pesantemente sanzionate dall’Ordinamento penale.
Sicuramente chi sta operando in questo campo minato starà attentamente valutando ogni ipotesi ma è certo che i consiglieri comunali che dovranno votare la sottrazione dei contratti di servizio alla HCS ed il nuovo affidamento alla newCo., si assumeranno una grande responsabilità.
È bene ricordare che tra i creditori di HCS ci sono molte piccole e medie aziende civitavecchiesi o professionisti civitavecchiesi, che vantano crediti, è bene ricordarlo, maturati tra il 2014 ed il primo semestre 2016. Per quelli anteriori, infatti, l’Amministrazione precedente aveva lasciato in cassa 9,1 milioni di euro con l’accordo stragiudiziale, già sottoscritto da tutti i creditori, che doveva essere approvato nell’assemblea dei soci di HCS, non più svoltasi a causa della caduta della giunta.
Le 300 piccole imprese e professionisti, con cui si era raggiunto un concordato stragiudiziale, avrebbero ricevuto una liquidazione dei debiti pregressi compresa tra il 60 e l’80%. Oggi, immaginiamo, sapranno chi ringraziare se dopo tre anni i debiti sono lievitati (dati Corte dei Conti) da 23 a 60 milioni di euro con una quota parte riferita ai creditori locali che è lievitata da 7 a 13 milioni di euro.
Evidentemente i titolati manager scelti dalla maggioranza, costati alla comunità svariate centinaia di migliaia di euro, annaspano senza riuscire a trovare il bandolo della matassa. Si tratta comunque di persone estranee alla nostra città e tra qualche anno saranno a prestare la loro preziosa opera presso altri lidi.
Noi tutti, invece avremo sulle spalle il pesante fardello lasciato in eredità e il rischio, per i consiglieri comunali, sarà quello di trascinare le responsabilità anche oltre la fine del proprio mandato…

Il gruppo consiliare del Partito Democratico

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