Movida sul Lungomare, i residenti chiedono l’intervento di Sindaco e Procura

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CIVITAVECCHIA – A distanza di appena sette giorni i residenti del Lungomare prendono nuovamente posizione contro la movida in via Thaon de Revel. E parte un nuovo esposto alla Procura, ancora più dettagliato, con cui si invoca un intervento delle forze del’ordine e delle istituzioni contro la musica fuorilegge.
L’esposto riporta con estrema chiarezza i termini legislativi costantemente violati. “Per le zone residenziali – si legge nell’atto depositato in Procura – il DPCM 14/11/1997, attuativo della legge quadro sull’inquinamento da rumore (L. 447 del 1995), prevede i seguenti limiti di esposizione al rumore: in diurno (ore 6,00-22,00) 50 db; in notturno (ore 22,00-6,00) 40 db. Per fornire un concreto parametro di valutazione in merito, si riportano i livelli da fonti di rumore in vari ambiti ‘quotidiani’ riportati dall’Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di vita (INAIL): 40 Voce sussurrata; 50 Temporale; 60 Normale conversazione di una persona; 70 Televisione; 75 Sala riunioni con 10 persone/interno automobile; 80 Traffico urbano nell’ora di punta; 120 Concerto Rock. Gli esercizi commerciali su via Duca D’Aosta ogni sera, a partire dalle 19 fino ad oltre la mezzanotte e, nei fine settimana o nei prefestivi ben oltre, usano trasmettere musica all’esterno dei propri locali e talvolta esercitano integralmente sul marciapiede antistante una vera e propria discoteca. Il risultato è un incessante e martellante ritmo di suoni di cui in particolare i “bassi” hanno frequenze che si propagano anche a finestre chiuse fin dentro le strutture del fabbricato e si diffondono entro le abitazioni in maniera incontrollabile. Le conseguenze di questa attività sono l’immissione nell’ambiente di una pressione sonora ben oltre i limiti imposti dal DPCM sopra citato, valutati e valutabili secondo la manualistica e la abbondante letteratura sull’argomento almeno pari a 100 db, ovvero oltre il doppio di quanto consentito. a questo si aggiunge il sovrapporsi del vociare degli avventori che occupano l’intero marciapiede impedendone di fatto l’uso per il normale passaggio dei pedoni. Inutile sottolineare che da questo stato di cose deriva l’impossibilità di riposare, dormire, leggere, di studiare. In sintesi di godere la propria casa come meglio si vuole, col conseguente generale stato di deprivazione e di stress nervoso che ne deriva e con le conseguenze per la salute”.
“Tale situazione – proseguono i sottoscrittori dell’esposto – a nostro avviso ben si colloca nell’art. 659 del codice penale oltre che costituire palese violazione della legge 447/95 e dei relativi regolamenti di attuazione. In particolare reputano il caso aderente al comma 1 dell’articolo 659 del CP: ‘Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici (1), è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a trecentonove euro’. Inoltre si reputa omessa l’applicazione della lettera h del comma 1 dell’articolo 6 della legge 26 ottobre 1995, n. 447 Legge quadro sull’inquinamento acustico, che dispone essere nella competenza del sindaco: h) l’autorizzazione, anche in deroga ai valori limite di emissione, per lo svolgimento di attività temporanee e di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e per spettacoli a carattere temporaneo ovvero mobile, nel rispetto delle prescrizioni indicate dal comune stesso. Nonché la legge regionale 18/2001 ed in particolare l’articolo 17 di questa che prescrive l’obbligatorio e non vincolante parere dell’ARPA LAZIO per il rilascio di tali autorizzazioni temporanee in deroga ai limiti”.
“Al fine del ripristino delle normali condizioni di vivibilità della zona – concludono i residenti – con l’esposto torniamo a chiedere al sig. Sindaco che: assumendo le funzioni assegnategli dall’articolo 54 del D.Lgs.vo 267/2000, disciplini l’uso degli spazi pubblici e le relative immissioni sonore nei limiti imposti dalle normative vigenti ed a tutela della salute e del benessere degli abitanti. Alla spett.le Procura che accerti i fatti e le responsabilità al riguardo impedendone la costante reiterazione al di fuori di ogni regola, com’è di fatto”.

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