Migranti, Cozzolino scrive a Minniti: “Sì al progetto Sprar, no a soluzioni emergenziali”

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CIVITAVECCHIA – “La De Carolis non può essere una struttura di emergenza per ospitare migranti”. A dichiararlo è il Sindaco Antonio Cozzolino dopo una dichiarazione del Ministro degli Interni Marco Minniti secondo cui l’ex caserma di Civitavecchia sarebbe stata già individuata dal Governo per soluzioni emergenziali. Il Comune, sottolinea il sindaco in una lettera al Ministro, farà la sua parte aderendo al progetto SPRAR, ma non è disposto a soluzioni alternative.
Di seguito il testo della lettera di Cozzolino a Minniti.

“Preg.mo ministro Minniti,
apprendo dal quotidiano La Stampa, dall’articolo ‘Migranti, il braccio di ferro con Bruxelles: chi soccorre deve anche accogliere’ del 29 giugno 2017, sue dichiarazioni circa’…un piano straordinario che prevede il ricorso a mini-tendopoli, caserme, scuole, fabbricati pubblici in disuso. Le strutture sono già state individuate, a partire dal polo militare di oltre 40 ettari a Civitavecchia…’.
A tal riguardo è mio dovere farLe presente che la ex-caserma De Carolis è già stata utilizzata in passato in via emergenziale in occasione degli eventi conseguenti alla cosiddetta primavera araba e gli esiti di quell’intervento furono nefasti. Inoltre il consiglio comunale di Civitavecchia si è già espresso in data 8 maggio 2017 contrariamente alla possibilità di trasformare la caserma De Carolis in un hub di accoglienza e contestualmente a favore dell’adesione al sistema SPRAR. Il nostro Comune quindi, da sempre solidale con i più deboli e sensibile alla tematica dell’accoglienza, farà la sua parte aderendo al progetto SPRAR per il quale stiamo predisponendo gli atti burocratici necessari, in virtù della circolare del Ministero dell’Interno del 11 ottobre 2016 che dispone ai Prefetti ‘…di applicare una clausola di salvaguardia che renda esenti i Comuni che abbiano già formalmente manifestato la volontà di aderire allo Sprar dall’attivazione di ulteriori forme di accoglienza…. La invitiamo quindi a non prendere in considerazione la caserma per soluzioni di carattere emergenziale perchè non troverebbero l’approvazione né della cittadinanza né dei rappresentanti istituzionali del territorio che hanno deliberato in merito dopo approfondita discussione politica. Siamo convinti che tutti debbano fare la loro parte, ma siamo altresì convinti che le modalità debbano essere una scelta esclusiva dei territori”.

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