L’emozione che solo la musica in vinile sa regalare

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CIVITAVECCHIA – Ci sono cose che solo gli appassionati possono apprezzare, ma i dischi in vinile non sono una di queste. A dimostrarcelo vi sono gli organizzatori dell’evento “Voglia di vinile”, ormai alla sua terza edizione, che lo scorso weekend a piazza Aurelio Saffi hanno cercato di trasmettere il loro amore per una tradizione che non andrebbe mai dimenticata.

Come avete avuto l’idea di questa iniziativa?

“L’idea ci è venuta tra anni fa, quando abbiamo deciso di celebrare a modo nostro il Record Store Day dedicato ai negozi di vinili indipendenti e non legati alla grande distribuzione. A Civitavecchia non vi sono veri e propri negozi di questo tipo, abbiamo voluto dare vita a questo evento pensando proprio di ricreare l’atmosferica tipica di un negozio di dischi di quelli che abbiamo vissuto noi da giovani, con la possibilità per gli interessati di consultare vinili d’epoca e ricevere qualche consiglio da appassionati come noi”.

La vostra è una forma di collezionismo?

“No, quello che ci spinge è la passione di una vita per la musica, soprattutto per la musica in questa forma. Quello che mostriamo nel corso di questo evento proviene tutto dalle nostre collezioni private, ricche sì di prime edizioni ed esemplari particolari, ma comprensive anche di parecchie ristampe”.

Alle vostre spalle vi sono enti, associazioni o siete appassionati indipendenti?

“Diciamo che noi ci presentiamo come associazione ‘Le Chat Bleu’ anche se è più un pro forma che ci garantisce un minimo di organizzazione, poiché l’associazione vera e propria deve ancora prendere corpo, non è stata registrata”.

Quali sono le caratteristiche del vinile che lo rendono preferibile ad un Compact Disk?

“Noi siamo cresciuti ascoltando la musica dei vinili e personalmente ci ha sempre dato sensazioni che il disco non può garantire; il suono che ne deriva è più avvolgente, caldo, più corposo. A dire la verità tuttavia, quello che preferiamo del vinile è il contesto in cui si dovrebbe ascoltare: noi stavamo seduti su una poltrona in una stanza chiusa davanti al giradischi con in mano la copertina del disco, seguendo la musica, il susseguirsi dei brani, tentando di decifrarne i testi. Adesso purtroppo la musica ci viene servita come un sottofondo e noi vorremmo trasmettere l’importanza di saperla ascoltare, soprattutto ai giovani che non hanno conosciuto questa realtà e tendono a preferire un ascolto superficiale contaminato da innumerevoli distrazioni. Noi invece seguivamo l’artista, il suo percorso, la sua evoluzione anche attraverso il confezionamento dei suoi vinili”.

Il vinile ultimamente sta tornando non poco di moda: secondo voi questa ricomparsa può avvicinare le nuove generazioni a ciò che rappresentava una volta oppure ne banalizza la produzione commercializzandola?

“Può avvicinare alla vecchia cultura solo coloro che già un po’ ne sanno; un ragazzo che non ha mai avuto a che fare con giradischi, vinili e impianti non tenderà mai ad acquistare dischi di questo tipo, anche perché ora la musica è quasi tutta digitalizzata. Forse questo ritorno lo apprezziamo di più noi cinquantenni che vi eravamo affezionati e ci fa sentire come se non avessimo mai smesso di ascoltarli. Noi vorremmo che i giovani si avvicinassero a questa cultura perché fa veramente apprezzare la musica in modo diverso e perché magari scoprirebbero quanto di bello c’è stato in passato che possa arricchire il loro presente”.

Giordana Neri

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