Le imprese bocciano le politiche dell’Amministrazione comunale

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CIVITAVECCHIA – “Da città-porto a città turistica: è questo l’obiettivo che ci proponiamo di raggiungere”. E’ così che Rosario Cerra, presidente di Confcommercio Roma e Lazio, nella conferenza stampa svoltasi ieri all’Autorità portuale, ha spiegato come sia importante che nella città di Civitavecchia il turismo e la cultura vengano messe al primo posto.
Oggetto dell’incontro, infatti, un’indagine commissionata dalla stessa Confcommercio sulle imprese del settore terziario di Civitavecchia. “Un’indagine campionaria – ha spiegato Pierluigi Ascani, presidente di Format Research, l’istituto che l’ha condotta – che ha seguito la procedura di analisi di parametri diversi che hanno a che fare con l’opinione degli imprenditori circa l’attività dell’Amministrazione pubblica territoriale degli ultimi due anni. Quasi il 77% delle imprese del terziario del territorio giudicano negativamente le iniziative e le politiche portate avanti dall’Amministrazione municipale, e ben l’80% delle imprese rispondenti ritiene che l’amministrazione pubblica non offra un concreto supporto nei confronti delle esigenze delle imprese. Per quanto concerne invece la pars construens, ovvero le azioni che ad avviso delle imprese dovrebbero essere attuate per rilanciare l’economia del territorio, la maggior parte di esse prevede la riduzione della pressione fiscale, uno snellimento delle procedure burocratiche e la valorizzazione dell’arredo urbano e delle politiche a sostegno del turismo.”
Un’inchiesta che mostra le opinioni dei cittadini in prima persona, imprenditori ma anche consumatori, dalle quali emerge una chiara insoddisfazione per le politiche locali soprattutto in ambito turistico, problematica alla quale Cerra propone una soluzione fondata sull’abbattimento delle disomogeneità settoriali: “Questa valutazione esprime solo la considerazione storicamente consolidata del turismo e della cultura come le ‘cenerentole’ della città che a quest’ultima appartiene. La proposta che noi portiamo è quella di fare diventare Civitavecchia da una città-porto ad una città turistica; i turisti che arrivano qui mediante il porto non sono altro che cittadini temporanei e chi viene con il proposito di conoscere questa realtà non deve condividere il disagio che appartiene alla cittadinanza stabile. Devono perciò condividere i pregi della città, che necessita di cominciare a mostrare quello che offre già a bordo: Civitavecchia non deve più essere uno scalo tecnico per giungere a diverse attrazioni turistiche, ma deve esserlo essa stessa. Le imprese e le attività locali rappresentano il vero valore aggiunto di questo territorio”.
Cerra ha concluso con un appello generale a tutti i commercianti, sensibilizzandoli alla causa di costituire un’unione più forte che sappia sostenere una nuova economia turistica: “In un contesto già di per sé così complesso non occorre aggiungere ulteriori complessità; continuare a dividersi, a disgregarsi, a cercare soluzioni autoreferenziali e di parte ha poco senso. Se si vuole fare qualcosa di realmente efficace occorre unirsi, dare vita ad un ventaglio di democrazia economica in cui si cerca di trovare delle soluzioni concrete e lungimiranti per il settore: è arrivato il momento di guardare più avanti”.

Giordana Neri

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