L’Authority: “Gli unici dati validi sono quelli dell’Arpa, Pm10 nella norma”

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CIVITAVECCHIA – L’Autorità Portuale interviene in merito ai dati sull’inquinamento dello scalo raccolti e denunciati lo scorso fine settimana dall’ONG tedesca NABU e dai membri dell’Associazione Cittadini per l’Aria: Dati che avevano rilevato un’alta concentrazione di polveri ultrafini.
“Occorre precisare – commenta in una nota stampa Molo Vespucci – che sabato 25 marzo tutti i luoghi di accesso alla capitale, ivi compreso il porto di Civitavecchia, sono stati sottoposti a misure di massima sicurezza in ragione della celebrazione dei 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma. Gli unici dati certi e le cui misurazioni sono, invece, a tutti gli effetti autorizzate, sono quelli dell’ARPA, unico organismo titolato a certificare la qualità dell’aria nella Regione Lazio. Dai dati rilevati dalla centralina presente all’interno del porto di Civitavecchia emerge che il giorno 25 marzo 2017 il quantitativo di polveri PM10 (‘materia particolata’) era pari a 25 microgrammi/m³ ovvero ben al di sotto del valore massimo giornaliero pari a 50 microgrammi/m³. Peraltro, nell’arco dell’anno non è stato mai superato il valore massimo della media annuale”.
“Questa AdSP – prosegue la nota – ha manifestato la propria disponibilità ad un confronto su tali dati ed è noto l’impegno dell’Ente alla realizzazione di progetti (co-finanziati anche dall’UE) volti all’efficientamento energetico all’interno del porto, in particolare attraverso l’impiego, da parte delle navi, del combustibile pulito GNL (gas naturale liquefatto), che oggi viene fortemente sostenuto dall’UE come combustibile alternativo nel trasporto marittimo. Si fa presente che questa Autorità di Sistema è stata prescelta dal Ministero delle Infrastrutture (MIT) come ‘implementing body’ del programma nazionale GAINN per la promozione del GNL nel trasporto marittimo”.
“Questa è una delle tante iniziative – precisa l’avv. di Majo, presidente dell’ AdSP – che stiamo sostenendo, in stretta cooperazione con i diversi enti ed organismi che operano all’interno del porto, gli armatori e i terminalisti, al fine di poter conciliare lo sviluppo del porto (e della crescita occupazionale) con la tutela dell’ambiente e, quindi, con la tutela della salute dei cittadini, rispetto alla quale è fondamentale l’attendibilità delle misurazioni in relazione alle diverse sorgenti/fonti di inquinamento. A tale riguardo – conclude di Majo – stiamo approntando con l’ARPA la realizzazione di un progetto volto ad accertare esattamente l’incidenza delle diverse fonti di inquinamento nell’aria in tutta la zona che gravita sul porto di Civitavecchia”.

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