L’allarme degli autotrasportatori: “Al porto sempre più lavoro a ditte esterne”

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CIVITAVECCHIA – Gli autotrasportatori del consorzio civitavecchiese, terza compagnia nata all’interno del porto, hanno visto una importante riduzione delle possibilità lavorative locali a partire dal 2014. “Eppure i dati ufficiali del Autorità Portuale segnano che il traffico di container per gli anni interessati è in leggera salita”, ha detto il direttore del C.A.C. Patrizio Loffarelli, che vede quindi un’unica motivazione possibile per la loro decrescita: l’arrivo di altri vettori e il passaggio del lavoro ad aziende non locali.

Un altro elemento che preoccupa Consorzio e Assotir, da anni al fianco del Consorzio, è l’imminente arrivo di Maersk all’interno del porto civitavecchiese, la cui prima nave fissa attraccherà la prossima settimana. “Voci di corridoio dicono che la stessa ditta potrebbe portare nuovi trasportatori esterni”, ci ha informato Loffarelli.”Di certo c’è che non siamo stati contattati in alcun modo e per questo abbiamo deciso di alzare la voce”.

“E’ evidente che il lavoro vada ad altri e non solo alle imprese locali”, ha detto il segretario generale di Assotir Claudio Donati, che ha continuato dicendo: “Non vogliamo alzare barricate a favore dei soli lavoratori civitavecchiesi, ma se Maersk ha veramente i suoi trasportatori è inaccettabile, non è mercato, è una giungla”.

La riflessione su Maersk ha portato Assotir e il Consorzio a fare una riflessione “a 360°” sulla situazione con il Porto. “Per anni è stato scontato che fossero i trasportatori locali a prendere la maggior parte dei lavori del porto”, ha continuato Donati, “ma ora non è più così. Molte aziende offrono prezzi stracciati, ma riteniamo che per farlo non possano essere completamente in regola. L’autotrasporto è un settore in cui facilmente riescono ad infiltrarsi le mafie; un conto è avere un’economia sana e competitiva, ma un altro è averne una competitiva e dopata”. Cosa vuole quindi il Consorzio? Semplice, maggiori controlli su tutte le aziende che lavorano al porto, perché va bene perdere per le leggi del mercato, ma solo se i concorrenti sono in regola.

“Le prime chiacchierate informali con le istituzioni locali hanno dato buone speranze”, ha concluso Donati, che auspica la creazione di un tavolo istituzionale in cui trovare soluzioni per un maggiore coinvolgimento delle aziende locali. “Una questione – questa – che non riguarda solo noi, ma tutto il territorio”.

Lorenzo Piroli

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