“L’acqua ce la devono dare!”

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CIVITAVECCHIA – Le cause della terribile crisi idrica che ormai da anni sta affliggendo Civitavecchia, ogni anno in maniera più grave, sono probabilmente da ricercare in un approvvigionamento a malapena bastevole per gli ordinari usi civili, gravato da servitù di portata evidentemente superiore al grado di tolleranza, ma probabilmente non solo, nella mano aggressiva della privatizzazione, nella incapacità, inefficienza, quando non precisa volontà a non intervenire, di parti istituzionali nel loro complesso latitanti, nel passato come nel presente, in comune come in regione.
Certo è che l’acqua, bene primario, deve essere garantito: questo è il primo dovere istituzionale. Si convochi una conferenza di servizi permanente, che inchiodi ogni soggetto competente alle proprie responsabilità, ognuno per la sua parte: comune, regione, autorità portuale, ENEL, ogni grande utente che grava sul bacino, autorità sanitarie e, non ultimo, autorità giudiziarie a verifica e garanzia che le decisioni determinate trovino corretta applicazione.
Non è questione di ordinanze che, nelle condizioni date, risultano pure insultanti per i cittadini a secco; né tantomeno delle patetiche speculazioni di chi, per i ruoli ricoperti in passato, si porta dietro precise responsabilità e meglio sarebbe avere almeno il buon gusto di tacere (ma c’è poco da sperarci!).
L’emergenza deve trovare soluzione, mentre la battaglia per l’acqua pubblica deve andare avanti, perché l’acqua è un servizio essenziale, non la gentile concessione di ACEA o chi per essa.
E chi interrompe un servizio essenziale deve essere denunciato alle autorità competenti, un’azione che rimane la più efficace ed un diritto a costo zero per i cittadini che già pagano le tasse.
Insomma, non può più essere il tempo delle chiacchiere, perché siamo nel 2017 non nel 1400 quasi 1500: e l’acqua ce la devono dare!

Lucia Bartolini – Coordinatrice Sinistra Italiana Civitavecchia

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