“La New.Co nasce con molti condizionamenti di legge e senza i necessari pareri”

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CIVITAVECCHIA – Finalmente dopo due anni di attesa ieri 20 luglio, la prima riunione con le OO.SS. al Comune sulla riorganizzazione delle partecipate. Presenti solo il Sindaco Cozzolino e L’assessore Savignani, nessuna traccia dei Liquidatori. L’incontro che a parere nostro doveva tracciare lo start tap iniziale per una discussione condivisa con le OO.SS. sulla riorganizzazione del personale, sulle specifiche del Piano industriale e sulle garanzie della nuova società, purtroppo da subito si è rilevato per quello che avevamo già immaginato. Interlocutorio.
La documentazione fornitaci solo nella stessa mattinata attraverso una mail, non ha consentito una discussione approfondita per mancanza di tempo oggettivo per esaminare tutto il plico di circa 200 pagine.
Nonostante questo ci è stato comunicato che la riorganizzazione anche senza parere sindacale sarebbe andata in discussione il 22 (domani) in Consiglio Comunale.
Quindi niente confronto con le organizzazioni e quindi niente avallo da parte delle stesse. Per quello che attiene la posizione dell’UGL, abbiamo rilevato dal racconto fatto sia dall’assessore che dallo stesso Sindaco, ma lo abbiamo letto anche noi dagli atti, molte incongruenze di legge e soprattutto quello che salta agli occhi, è che stiamo dinanzi ad una riorganizzazione che nasce già con molti condizionamenti. Anomalie che nel medio e lungo periodo non tuteleranno nessuno, sia gli stessi dipendenti che il Comune.
In primo luogo ci è stato riferito (ma è da 1 anno e mezzo che lo diciamo) che per effetto della legge Madia tra qualche giorno in vigore, la New. Co potrebbe subire delle modifiche. Il fatto è che non si può proprio costituire. In secondo luogo, la stessa nuova società nasce con l’affitto dei rami di azienda, servizi che al momento non possono essere ceduti in quanto ancora non sappiamo se il Giudice del Tribunale di Civitavecchia abbia accolto favorevolmente il famoso concordato in binaco, depositato la settimana scorsa dallo stesso liquidatore. Giudice che potrebbe anche non accogliere l’istanza e quindi lasciare tutto ancora in seno alla HCS. In terzo luogo, tutto il pacchetto per essere operativo con tutti i criteri di legge, non soltanto quelli appena elencati, deve essere approvato e avallato dalla Corte dei Conti. La quale non può rilasciare pareri contrastanti la la Riforma Madia, che vieta espressamente la costituzione di nuove società laddove sussistono grosse perdite come nel
caso di HCS.
Quindi non capiamo francamente il perché di tanta fretta, abbiamo aspettato due anni, attendere qualche settimana in più ma avere la certezza di fare le cose con il giusto senso sarebbe stata la cosa migliore. Approvare una riorganizzazione monca o comunque suscettibile di numerose modifiche è una decisione priva di senso. Riteniamo che al di la dei buoni propositi, con cui è stato illustrato il nuovo piano di riorganizzazione, registriamo molta approssimazione e poco rispetto per le parti sociali. Se il Consiglio Comunale dinanzi ad una vertenza che vede
il coinvolgimento di 400 lavoratori e delle loro famiglie e, la stessa stabilità economica e patrimoniale del Comune, intende approvare una delibera le cui fondamenta risultano essere d’argilla, facciano pure, di certo non avranno l’avallo di questa sigla sindacale fino a che tutta la questione che riguarda la stabilità del personale e la stessa tenuta aziendale non sia stata appurata a norma di legge.

Fabiana Attig – Responsabile Civitavecchia sede Zonale UTL di Roma

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